ins.: 27/11/2006
VPZ blog
Attenzione: la rubrica è diventata un blog.
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ins.: 14/11/2006
VPZ Reportage: Dedizione & Follia
 
Foto by VPZ
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ins.: 17/10/2006
VPZ Review - DIES IRAE
di Giuseppe Genna
Romanzo
Edizioni Rizzoli
761 pp - 17.50 €
C´è un bambino in un pozzo. C´è un paese intero che si ferma, IL paese. Le telecamere inseguono le facce sfinite dei soccorritori, quelle attonite dei presenti (primi esemplari dell´esperimento), le parole del bimbo, le lacrime del presidente. Lo spettacolo è cominciato e non si fermerà. Giuseppe Genna sposa la teoria della coincidenza della nascita della Repubblica Telematica d´Italia con i giorni della tragedia di Fiumicino, e la contemporanea scoperta della trama P2, passata sotto silenzio con la creazione ad hoc di una nuova coscienza nazionale, abile gestazione di una cultura intera. Lo scrittore Giuseppe Genna, come tutti, è parte della struttura concepita a Fiumicino, solitario e consapevole si aggira tra le trappole della Milano da bere di era craxiana , fonde la sua apparente incapacità di dare e sentire con quella di ciò che lo circonda e lo ha prodotto. Lo scrittore di thriller Giuseppe Genna intreccia le storie di più personaggi a quella dell´education democratique di un paese in de-voluzione, una democrazia a sovranità limitata, una nazione in prestito, a pegno forse. Tra servizi segreti che deviati non sono, perché deviati? Servizi segreti deviati: un ossimoro. E il punk e l´eroina e l´Europa, l´alta finanza, la periferia nera, la psicofonia, scienza di decrittare il rumore bianco tra i silenzi dei morti. Dietro tutto, il faldone del Dies Irae, poema epico - fantascientifico, interminabile e in-editabile tela dello scrittore, rifugio dell´uomo Genna, profondo quanto un pozzo. La discesa nell´anima dello scrittore è quella nell´anima stessa di un paese in rovina, un cuore che non ha mai preso a battere davvero. Condannati a scendere, intrappolati verso l´alto. C´è un bambino in un pozzo. C´è un paese intero che si ferma. Noi siamo quel bambino. Noi siamo quel pozzo. Noi siamo quel paese.
VPZ
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ins.: 17/10/2006
VPZ Reportage
7/8 ottobre: 101 (http://www.whereis101.org/)( http://www.freetown.it/exhibit/exhibit.html )
Foto by Willy Willata
 

 
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ins.: 16/10/2006
VPZ News 10 2006
Nella precedente newsletter vi anticipavamo che la quinta edizione di Videopuntozero avrà come tema Immagine & Corpo. Sally Cellophane ci scrive:
Uno spazio attraversato e consumato da ogni singolarità che traccia i propri percorsi tra le sue vie di comunicazione, attraversandola giungendo a non-luoghi come: "il centro", "il centro commerciale", "il posto di lavoro"... Luogo della rappresentazione dei conflitti, del consumo, labirinto della sparizione dei soggetti... Un corpo "glorioso" come quello dei santi, segnato dalle loro reliquie che segnano geograficamente mura invisibili della città: ogni chiesa dal duomo a quelle di rione ha il proprio santo e le proprie ossa e lenzuola appese. Corpi sanguinanti e mortali con valore fondante del topos mitico. Ma oggi che ne è? Cosa rappresenta il corpo della sindone e del suo ruolo centrale e irradiante per la città?
Quali sono i nuovi corpi gloriosi?
Sguinzagliatevi per la città e fate sguinzagliare le macchine da presa, ricostruiamo, costruiamo in presa diretta/differita il corpo virtuale della città.
Pensavo ad una installazione multiforme di frame
Pensavo a riti di fondazione/rifondazione della città
Un solco per le mura...
Rob
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ins.: 09/10/2006
VPZ Links
I processi sommari e lo zelante antiterrorismo contro-insurrezionalista hanno fatto a Torino, nel recente passato, due vittime giovanissime, una coppia di ragazzi innamorati:
“Senza andare troppo indietro nel tempo ricordiamo l’inchiesta sugli “ecoterroristi” Sole, Baleno e Silvano, che tanto fece notizia sui giornali. Il PM dichiarò con convinzione che le prove a carico degli imputati erano tali da considerarsi “granitiche”. Grazie a quelle prove Sole e Baleno morirono suicidandosi in carcere e agli arresti domiciliari, Silvano fece 6 anni di prigione.”
(http://www.csoaskatasuna.org/pages.aspx?idp=70)
Ecco un estratto della lettera che spedisce Sole dal carcere dopo aver ricevuto la notizia della morte del suo ragazzo:
…La galera e' un posto di tortura fisica e psichica, qua non si dispone di assolutamente niente, non si può decidere a che ora alzarsi, che cosa mangiare, con chi parlare, chi incontrare, a che ora vedere il sole. Per tutto bisogna fare una "domandina", anche per leggere un libro. Rumore di chiavi, di cancelli che si aprono e si chiudono, voci che non dicono niente, voci che fanno eco in questi corridoi freddi, scarpe di gomma per non fare rumore ed essere spiati nei momenti meno pensati, la luce di una pila che alla sera controlla il tuo sonno, posta controllata, parole vietate.
Tutto un caos, tutto un inferno, tutto la morte.
Così ti ammazzano tutti i giorni, piano piano per farti sentire più dolore, invece Edo ha voluto finire subito con questo male infernale. Almeno lui si e' permesso di avere un ultimo gesto di minima liberà, di decidere lui quando finirla con questa tortura.
Intanto mi castigano e mi mettono in isolamento, questo non solo vuol dire non vedere nessuno, questo vuol dire non essere informata di niente, non avere nulla neanche una coperta, hanno paura che io mi uccida, secondo loro il mio e' un isolamento cautelare, lo fanno per "salvaguardarmi" e così deresponsabilizzarsi se anche io decido di finire con questa tortura.
Non mi lasciano piangere in pace, non mi lasciano avere un ultimo incontro con il mio Baleno.
Ho per 24 ore al giorno, un'agente di custodia a non più di 5 metri di distanza.
Dopo quello che e' successo sono venuti i politici dei Verdi a farmi le condoglianze e per tranquillizzarmi non hanno avuto idea migliore che dirmi: "adesso sicuramente tutto si risolverà più in fretta, dopo l'accaduto tutti staranno dietro al processo con maggiore attenzione, magari ti daranno anche gli arresti domiciliari".
Dopo questo discorso io ero senza parole, stupita, però ho potuto rispondere se c'è bisogno della morte di una persona per commuovere un pezzo di merda, in questo caso il giudice.
Insisto, in carcere hanno ammazzato altre persone e oggi hanno ucciso Edo, questi terroristi che hanno la licenza di ammazzare.
Io cercherò la forza da qualche parte, non lo so, sinceramente non ho più voglia, però devo continuare, lo farò per la mia dignità e in nome di Edo.
L'unica cosa che mi tranquillizza sapere e' che Edo non soffre più. Protesto, protesto con tanta rabbia e dolore.
Sole
P.S. Se mettermi in carcere vuol dire castigare una persona, mi hanno già castigata con la morte o meglio con l'assassinio di Edo. Oggi ho iniziato lo sciopero della fame, chiedendo la mia libertà e la distruzione di tutta l'istituzione carceraria. La condanna la pagherò tutti i giorni della mia vita.
Baleno viene trovato impiccato nella sua cella nel carcere delle Vallette di Torino all'alba del 28 marzo 1998. Sole s’impicca nella comunità "Sottoiponti" dove (appunto) scontava gli arresti domiciliari, Sabato 11 luglio 1998.
Tra gli autori di questa storiella edificante dal retrogusto latino-americano (interpretata da La Stampa come l’ennesimo esempio di debolezza generazionale – il carcere non è certo una ragione sufficiente per “suicidarsi” a vent’anni, chi lo fa ha già dei problemi “a monte”) ci tocca citare almeno un Magistrato della Procura di Torino di nome Maurizio Laudi e il suo Sostituto, il PM Maurizio Tatangelo (nome emblematico). Sembra che questo tandem inseparabile, che si anche occupato del recente caso del massimo dirigente FIAT quando è stato trovato in overdose in compagnia di un simpatico transex, stia cercando di creare una speciale sezione del tribunale per reati di terrorismo di radice “anarchico-insurezzionalista”, che gli permetta di far maggior carriera senza rischiare un capello. Entrambi i nomi spuntano fuori dall’indagine della magistratura sullo scandalo Juventus, la magistratura deve indagare sulla magistratura, l’intreccio tra sport, politica e magistrati ammazza-anarchici appassionati di servizi segreti con la svastica al braccio sponsorizzati dalla CIA, è talmente perverso e demenziale che ci è impossibile sviscerarlo senza impazzire. Questi paranoidi pruriginosi con un senso della morale addirittura più relativistico del nostro, non paghi delle loro malefatte irrazionali, ora cercano di affibbiare sette od otto anni di galera a degli innocentissimi, con la fedina penale verginale e che sono tuttora riusciti a sfuggire persino al pignoramento o al taglio della luce pagando sempre il giusto al momento giusto, con il sudore della sola fronte, senza pretendere altro che i classici mille euro al mese - per il pane.
Amore e fantasia ormai a questo punto sono cause perse.
Gli stessi che difendono l’ordine democratico a oriente, per qualche oscura ragione, camminano sui ragazzini morti a occidente. Leggete questo articolo, è sommario al punto giusto. Tra gli inquisiti c’è uno degli innumerevoli Direttori Artistici di VideoPuntoZero (VideoPuntoZero è l’unica Associazione Culturale composta unicamente da Direttori Artistici). Per questo ci siamo così informati.
http://italy.indymedia.org/news/2006/09/1157871.php
Un breve saggio di Valerio Evangelisti sui serial killer (sul caso Zodiac, in particolare), che è fondamentale per comprendere le coerenti contorsioni che disanimano i suoi incredibili romanzi. Evangelisti una critica letteraria seria lo prenderebbe molto sul serio: una sintesi personalissima e pericolosa di conoscenza storica e analisi psicologica, storia e psicologia intesi come scienze spregiudicate e obiettive; una sorta di base teorica per romanzi distopici in cui si denuncia l’accadere del peggio, e in cui l’alternarsi sincronico di vari piani temporali-esperienziali costruisce una visione metaforica, che entra nella pelle del presente reale.
I temi del controllo sociale, della strumentalizzazione delle debolezze umane per garantire il funzionamento dei meccanismi del potere, dell’utilizzo delle sovrastruttura ideologiche per reprimere anche le più miti forme di dissenso, al fine di estendere il dominio della volontà unica della morte sulla volontà molteplice della complessità e della vitalità, sono temi carissimi a VPZ, esplorati con profondità spesso agghiaccianti nella letteratura di Valerio Evangelisti.
Al centro del saggio (ricchissimo) c’è una polemica radicale che svela la natura predatoria della Cultura di cui gli Stati Uniti sono diventati il braccio armato; la lettura è impegnativa, ma si tratta di un pezzo conoscitivo irrinunciabile. Sottolineiamo la capacità di Evangelisti di avere una visione allargata che non ignora i fenomeni mediatici, anzi questi sono messi spesso al centro di considerazioni pertinenti e illuminanti (vedi la sua analisi dei blockbuster cinematografici – appunto - sui serial killer, che forse riprenderemo in una ricerca di estensione in uno dei nostri prossimi articoli)
http://www.carmillaonline.com/archives/2006/09/001938.html#001938
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ins.: 26/09/2006
VPZ Wrote 01
Mentre ci sfugge completamente il senso della vita... (18/09/2006 23:22)
...quello della morte, almeno in alcune circostanze, sembrerebbe chiaro: si muore per riconciliarci con la società ed andare finalmente d'accordo con tutti. Se l'intellighenzia italiana morisse in massa sarebbe una tragedia, verremmo immersi dalle commemorazioni, agiografi con la bava alla bocca e giornalisti accomodati si farebbero in quattro per scrivere il migliore epitafio, del resto un cadavere non ha più pretese, e generosamente lascia un posto libero. Ora purtroppo la Fallaci ci è sfuggita e con ansia possiamo solo temere chi prenderà il suo posto. L'Italia è sempre stata una Nazione di grande cultura, in questa transizione di piombo, silicio e merda le grandi menti purtroppo non mancano. La grandezza di queste menti si misura oggi in base alla loro vicinanza con le posizioni del potere, è una grandezza che quindi si esprime come solo il potere sa (e può) esprimere: a calci in culo. Gli ultimi libri della Fallaci sono un calcio nel culo a tutte le masse sfortunate della terra, uno sfogo razzista allineato con precisione chirurgica alla mentalità di una nomenklatura politica così ributtante che a stento si riesce a descriverla. E' penoso vedere così tanti cervelli ammassati alla rinfusa in sfoghi di bile verso chi non ne può un cazzo, verso chi si vede cadere le bombe in testa senza nemmeno comprenderne la ragione. E' penoso, per non dire schifoso, vedere questa deriva della coscienza che tocca tutta una classe d'intellettuali senz'anima né cuore. Da questi stronzi strapagati ci tocca pure sentire in continuazione che l'Italia è un paese senza concenzione dello Stato e che l'italiano è un cane sciolto senza valori, quando ancora agli italiani non sono state date risposte per la strage di Bologna o lo stupro di Franca Rame, oppure per le teste infilate nelle turche col sottofondo di nostalgiche canzonette del ventennio, le teste spaccate di quegli ingenui che hanno avuto l'ardire di andare a Genova con chitarra e spinello, tanto per rievocare fatti che non puzzano già di muffa, in questi tempi di storia accellerata dalla cocaina, sostanza amata, molto amata, da tanti amici della coppia Fini/Giovanardi.
Detto questo non possiamo nemmeno felicitarci per la morte di una persona, nemmeno se questa persona è Oriana Fallaci. Quando la morte ci rende felici siamo già passati dalla sua parte, siamo già morti, facciamo parte del suo grande emisfero. Ma non ci diciamo sorpresi, perché qui la morte non è solo e semplicemente una questione biologica, quanto uno stato dell'essere. Non c'è vita senza compassione, senza capacità di comprendere gli altri e di immedesimarsi con le loro sofferenze. Non c'è vita nell'odio e nel rancore, nel disprezzo e nell'orgoglio di chi ha la pancia piena e guarda da altezze irraggiungibili a chi raccoglie gli avanzi che noi buttiamo dalla finestra perché siamo nauseati persino di mangiare. Oriana Fallaci quindi non è morta, ha semplicemente raggiunto la sua forma o il suo Stato.
Non temiamo santificazioni future, quella donna sarà dimenticata presto, questo Paese non ha memoria, perlomeno la parte delegata a conservare una memoria è quella più manganellata, quella che ricorda che il nostro Paese è stato il primo al mondo ad abolire la pena di morte, e a sfornare cervelli come quelli (per esempio) di Leopardi e Beccaria. L'altra memoria è una memoria pedante e priva di emozioni, una memoria da memoriale, da commemorazione, da parata paramilitare. Soffocati dalla volgarità dei giornali e della televisione, i nostri sentimenti hanno ancora molte possibilità se teniamo viva la parte della nostra storia che non ha stillato merda a qualunque costo, ma che ha cercato la poesia, perché solo attraverso la poesia possiamo nobilitare la nostra natura volgarmente ferina e trasformarci in altro, in qualcosa di simile, per esempio, a degli esseri umani degni della vita, che a dispetto di questi mediocri e grigi scacchisti del potere violento, continua a fluire, impalpabile e sfrenata.
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inserimento: 25/09/2006
La Loggia
Alcune immagini tratte dal progetto video che tiene occupata la gente di Videopuntozero (titolo provvissorio: La Loggia). La composizione segue diversi tipi di modelli:
Letterari: il tentativo di comporre un racconto aperto o attraverso modularizzazioni casuali, e scomponibili, come emerge in due classici distantissimi tra loro, come Il Castello dei Destini Incrociati e Città nella Notte Rossa.
Iconografici-simbolici-proiettivi: con un evidente ritorno del tema dei Tarocchi, già ispirazione del romanzo sperimentale, forse malriuscito, ma interessantissimo, sopra citato, di Italo Calvino, ma anche del TAT, il test della personalità proiettivo per immagini, più tutta una massa caotica di ispirazioni simboliste, anche esoteriche, intendendo però l'esoterismo nella maniera pù nichilista e meno credibile possibile.
Cinematografici: con evidente riguardo per la cinematografia avante-garde di tutti i tempi e, insieme, il cinema di confine, spesso d'ispirazione poetico-popolare, il cinema horror-gotico italiano, le divagazioni psicanalitiche, il porno, i film metafisici (soprattutto quelli malriusciti)

A tanta ambizione corrisponde un pragmatismo efferato: rapidità di esecuzione, strutture semplificate all'osso, visceralità dei contenuti, budget zero, riciclo dei materiali.
Tutto il girato della Loggia finisce direttamente nel flusso video dei nostri interminabili VJ set. Un giorno, forse, nascerà un lungometraggio che vorrà avere tutte le caratteristiche dell'ingovernabilità e dell'inguardabilità. Vedremo.
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inserimento: 25/09/2006
Whereis101.org
101 è la resurrezione di un angolo dimenticato. Una resurrezione attuata nel segno dell´arte e della creatività.
Un´arte non convenzionale, quella a cui la grande città scintillante non dà spazi. Abbiamo scelto di non rimanere nel silenzio aspettando che qualcuno si accorga di noi. 101 nasce dalle periferie di milano, dove la stinta metropoli si confonde nel bianco cielo, dove irte gru arrugginite si arrampicano come artigli.
Si ode solo lo sferragliare dei treni sullo sfondo. Binari che segnano direzioni. limiti da valicare. Cancelli da oltrepassare. Superfici da dipingere. Muri da far vibrare.
Per due giorni vogliamo far rivivere una fabbrica abbandonata che sonnecchia nel pulviscolo. svegliarla coi colori e le luci. farla pulsare di arte. fotografia. video. graffiti. sculture. installazioni. performances. suoni. rumori. Prima che venga cancellata per sempre dalle ruspe. Prima che la città che va veloce si dimentichi di questi luoghi. Per un giorno, una notte, ci riappropriamo di una fabbrica, per rendergli il nostro tributo artistico. L'ultimo gioioso saluto dell' arte alla polvere.
101 è una collettiva aperta a chiunque. se sei interessato,
contatta info@whereis101.org
il luogo verrà comunicato al pubblico solo 24 ore prima dell' evento.
www.whereis101.org
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VpZ News 09 - 8 settembre 2006
Se le tregue estive che ci vengono concesse per dilapidare in un colpo solo quei quattro risparmi accumulati dopo un anno di merda permettono anche malignamente una certa reintegrazione di energie utili per il lavoro, noi queste energie non le abbiamo certo risparmiate. Siamo arrivati esausti alla fine dell'estate. La mestissima favola della cicala e della formica si è in qualche modo impiantata nel nostro inconscio costringendoci a darci un freno, nei mesi lavorativi, a rallentare di qualche misura il decorso entropico delle nostre autodistruzioni. Ma d'estate, chi cazzo ci frena? Quello delle vacanze è sempre il periodo più impegnativo per noi, ce la mettiamo tutta, adoperiamo il massimo sforzo perché ogni vacanza ci costi un'altra manciata di anni di vita, in modo che i più giovani trovino spazio al più presto. Non lo facciamo quindi per mero edonismo, anzi. L'autodistruzione individuale e collettiva è dettata in noi da puro senso civile. Raccogliendo le briciole di ciò che resta delle nostre coscienza frantumate salutiamo questa allegra mailing list, augurandoci che siate riusciti a divertirvi altrettanto, sfuggendo per l'ennesima volta a tutte le insidie che questa bella società ci tende ad ogni passo: crack relazionali tipicamente pre-festivi, guerre incomprensibili e sempre più psicotiche contro alieni che vengono massacrati quando non si lasciano sfruttare, imbottigliamenti in autostrade arroventate con solerti controlli delle forze dell'ordine che rimediano al disagio con l'olio di ricino, il desiderio di assecondare finalmente le oneste pulsioni di morte che battono alla porta, e, ultimo, ma non ultimo, un mondiale di calcio in cui gli italiani hanno saputo per l'ennesima volta dimostrare che se si tratta di ragionare coi piedi, non temono rivalità.
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Approfittiamo di questa bella occasione per comunicarvi che i lavori per la quinta edizione di VideoPuntoZero sono già iniziati. Vi anticipiamo che il tema di quest'anno è legato al rapporto tra immagine e corpo, il resto per ora lo lasciamo alla vostra fertile fantasia. Il bando di partecipazione vi arriverà all'inizio del 2007, ma se avete dei lavori nuovi già pronti potete inizare a spedirceli al solito indirizzo: Puntozero - Casella Postale 117, 10023 Chieri (TO).
Siamo come sempre aperti a qualsiasi vostra proposta, suggerimento o collaborazione. Se avete la testa in fermento, ma non sapete dove sbatterla, troverete in noi una compagnia solida e solidale. Non è inutile ricordare che dopo sei anni di agitazioni culturali PuntoZero continua a basarsi esclusivamente sulla forza di un pugno di pellegrini privi di risorse economiche, di collegamenti con l'establishment culturale e avversi ad ogni rapporto con le istituzioni. Non possiamo pagare chi collabora con noi, ma nell'eventualità che la passione vi spinga a venirci a trovare da lontano, in cambio di una proposta allegra siamo ben disposti a rimborsare le spese di viaggio e a trovarvi un giaciglio al caldo, nell'eventualità che vi venga sonno. Inoltre un piatto di minestra non si nega a nessuno.
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Per chi vuole avere l'esperienza terrificante di incontrarci di persona e di assistere ad uno degli interminabili Visual Set, che abbiamo sperimentato in deliranti rave party tutta l'estate, siamo questo sabato (9 settembre) nei locali dello squat torinese Mezcal (Collegno, Parco della Certosa, dopo sottopasso Corso Pastrengo, parcheggiare benzinaio ed entrare nel parco, davanti al vascone centrale). La serata è intitolata Biomechanichanimal. Misceleremo immagini di festosi incubi satanisti sulla musica dei DJ Legomy Ego, Worm e Barrakuda. Oltre a noi ci sarà un altro VJ, che si presenta con l'ermetica sigla C.G.T. Al Mezcal non c'è il bar, portatevi da bere (eccetera) e fateci un cenno di saluto, ci fa sempre un immenso piacere.
Associazione Culturale
PuntoZero
www.videopuntozero.net
info@videopuntozero.net
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VpZ News 08 - 5 giugno 2006
Vi comunichiamo che sul sito Teleblogo all'indirizzo http://www.teleblogo.it/record/1 è possibile vedere uno speciale interamente dedicato alla quarta edizione di VideoPuntoZero.
Buona visione!
VPZ
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