Salvatore Vitiello
Scuola Nazionale di Cinema Indipendente

La Scuola Nazionale di Cinema Indipendente, creata da Salvatore Vitiello nel 2000, si propone di diventare punto di riferimento del Cinema Indipendente, inteso come libero da qualsiasi tipo di vincoli, commerciali o intellettuali. Il fenomeno è abbastanza inedito perchè non si sa di altre scuole che abbiano fatto vanto della loro indipendenza dal mondo del cinema istituzionale. Si tratta forse di una particolare conseguenza dei nuovi modi di pensare la cinematografia sviluppatisi negli ultimi anni.

Anzitutto, parlaci di te. La tua attività di regista indipendente, fino alla fondazione della "Scuola Nazionale di Cinema Indipendente".
La mia è una storia un po' particolare perché sono praticamente nato in un cinema. Il Cinema Oriente di Torre del Greco, gestito dai miei nonni e da mio padre. Questo per dire, che per me il cinema è qualcosa di così radicato da far diventare "normale" la scelta di occuparmi del suo mondo.
Nonostante io crescessi con quella che ormai definisco "malattia del cinema" sono stati vari i tentativi di guarigione da essa. Infatti mi sono laureato in Economia, che non ha niente a che fare con la mia passione. Ma la stranezza non finisce qui, perché non appena la malattia del cinema è riapparsa, e cioè subito appena laureato, ho deciso definitivamente che il cinema e la Regia dovessero diventare quel che avrei fatto per il resto della mia vita. Mi ritengo fortunato, perché non ho mai dovuto capire quale fosse la mia vera passione, dato che questa era nata e cresciuta con me. Il problema era solo come e quando farla esplodere. Ecco l'idea di aprire una Scuola di Cinema che mi dava la possibilità di lavorare in piena libertà e scioltezza. Chi mi conosce sa che sono capace di lavorare anche 18 ore al giorno senza che ciò mi pesi più di tanto. Inoltre creare una Scuola mi permetteva una cosa fondamentale: la libertà di esprimermi senza nessun tipo di intrusione. Infatti questo è anche lo spirito della Scuola Nazionale di Cinema Indipendente. Avendo frequentato diverse scuole prima di aprire la SNCI mi sono accorto che questo concetto di libertà di espressione non esisteva per niente e tutto ciò era frustrante per chi come me considera il cinema una cosa seria. L'unico modo per venire fuori da queste scuole così limitanti era di creare una "Scuola non Scuola" che non avesse profili accademici standardizzati.

Sei giunto ad essere il direttore artistico di una scuola, senza aver mai lavorato nel mondo del cinema ad un livello istituzionale. Questo fa di te un esempio di regista particolare, capace di crearsi un ambito artistico e professionale indipendentemente dalla gavetta storica. Ma il Cinema, come idea, è scindibile da Hollywood e Cinecittà?
Bisogna stabilire cos'è il cinema. Bisogna avere un gran rispetto per il pubblico. Bisogna tener presente che il cinema è una vera e propria industria. Ovviamente per me il cinema è arte. Ma come posso esprimere quest'arte che si estrinseca attraverso le immagini e che per creare queste immagini abbisogna di imponenti mezzi tecnici e umani? E' vero che spesso il grande cinema usa immagini altamente spettacolari, e fini a se stesse. Ma anche se voglio usare queste immagini per fini artistici io avrò sempre bisogno del dolly, del carrello, di una MdP 35 mm. ecc. Allora cosa faccio? Mi arrangio. Ne faccio a meno, punto sull'idea, mi invento inquadrature "strane", un linguaggio atipico. Allora si, è possibile affermare un cinema alternativo...anche perché è sempre esistito, fino a quando Hollywood non se n'è accorto e lo ha in parte istituzionalizzato. Qualsiasi operazione si faccia però bisogna sempre tener presente che il pubblico è importante. E bisogna rispettarlo.

Nel nome "SNCI" salta all'occhio anzitutto l'aggettivo "indipendente", che in modo curioso si abbina a "Nazionale". Brevemente, che cosa intendi con tale distinzione, in rapporto all'aspetto artistico e prettamente produttivo del cinema?
Nazionale perchè la SNCI vuole diventare un riferimento preciso del cinema indipendente su tutto il territorio nazionale, e non perché è istituzionalizzata o riconosciuta. Tutto il contrario della SNC di Roma, che invece è istituzionalizzata a livello nazionale ma solo per 5 allievi per corso. Qual'è più nazionale, la mia scuola che da la possibilità a tutti di imparare a fare cinema o quella di Roma, che per accedervi bisogna avere chissà quali santi in paradiso? La nostra è una scuola che produce film, di un certo tipo, ma anche di tutti i tipi, visto che devo dare la possibilità a tutti di esprimersi liberamente.

Questa indipendenza, sembra corrispondere ad una sincera autocritica sull'idea stessa di "scuola di cinema". È possibile che tali organi abbiano, in passato, dimostrato una certo parassitismo. Attualmente, le nuove tecnologie ed una cultura più diffusa rendono possibile la creazione cinematografica indipendentemente dalle scuole. L'aspetto da coltivare, oggi come oggi, sembra essere quello del contatto e confronto tra artisti, tecnici, attori ecc.
Non credo si possa fare a meno di una struttura capace di supportare un film. Un film non si fa solo con la tecnologia: si fa soprattutto vivendo in rapporto con gli altri, dove questi altri sono accomunati dalla passione e da forti motivazioni. Cosa me ne faccio della tecnologia se non posso usare la creatività di altri? Una Scuola ha questa funzione importante di scambio di idee che si rinnovano continuamente, perché c'è chi arriva e c'è chi se ne va da una scuola. E' vero quando parli di un certo parassitismo, ma il nostro sforzo di creare una "Scuola non Scuola" vuole proprio evitare tutto questo. Non è vero che oggi mi compro una telecamerina, una stazione di montaggio e faccio il film, perchè attorno ad un qualsiasi film bisogna creare un vero e proprio movimento di idee altrimenti diventa una cosa sterile sia tecnicamente che soprattutto artisticamente.

Il fatto che la Scuola lavori dichiaratamente a "cortometraggi", suggerisce l'esistenza di un circuito e di un mercato per questi ultimi. Ne riscontri l'esistenza, o ritieni che ci sia ancora molto da lavorare per la promozione del cortometraggio? Come promuovete i vostri lavori?
Si parla da anni di rilanciare il cortometraggio in Italia visto che in alcuni paesi è già una vera e propria forma d'arte con tanto di sovvenzionamenti. Da noi invece i soldi vanno a finire sempre nelle stesse mani perchè il produttore X conosce quello al ministero...ecc. ecc. mi sono stancato di questi discorsi, anzi ne sono nauseato. Non me ne frega più niente, non ho voglia di accodarmi a tutti quegli aspiranti registi che sperano e aspettano. Bisogna fare i cortometraggi e presentarli ai numerosi festival che esistono in Italia e all'estero. O creare un festival importante come sta cercando di fare la nostra scuola, dove i corti si possano vedere e sentire..bene.

Partecipando ai festival, avrete avuto modo di confrontarvi con la varietà dei giudizi, le diverse disponibilità tecnologiche, e tutti gli aspetti di queste manifestazioni. Pensi che i festival siano uno specchio attendibile dello stato attuale del cinema indipendente? Ce n'è qualcuna che ti senti di consigliare ai nostri lettori?
Non credo che i festival siano così attendibili visto che i corti vengono sottoposti al giudizio di chissà chi, e spesso non sono nemmeno addetti ai lavori. Sarebbe giusto trasmettere tutto quello che arriva per avere uno specchio attendibile della situazione. Alcuni festivals lo hanno capito come il festival "Trash di Torino". In generale consiglio di diffidare dei Festival FEDIC e di puntare su quelli che hanno il certificato Pro-Video, che si possono trovare sulla rivista Videotecnica.

La "SNCI", oltre che organizzare corsi di Regia, Sceneggiatura, Recitazione, Montaggio, Animazione, è anche un luogo d'incontro per stage e conferenze. In particolare si sono avvicendati nomi importanti del cinema come Dario Argento, Umberto Lenzi, e della Tv, come Fabio Canino (uno de Le Iene).
Gli stage o gli incontri che organizziamo oltre alle normali funzioni che essi hanno servono sostanzialmente per dare a tutti coloro che ci seguono la possibilità di capire se ai corsi diciamo stronzate o cose serie.

In quanto autore, che cosa stai preparando? Immagino, qualcosa di più di un cortometraggio…
Si, sto preparando un lungometraggio interamente autoprodotto, che sarà girato in video e vedrà coinvolti spero qualche produzione indipendente che sta già sperimentando facendo appunto dei film in video. La possibilità di videografarli cioè quel processo che ti permette di passare un video in pellicola va assolutamente sfruttato. Anche se è un'operazione successiva visto che costa 1 milione al minuto.

contatti: snci@dada.it
members.tripod.it/snci

 

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