Toni Corti

Questa intevista è stata realizzata con Daniele Ongaro, membro del progetto Toni Corti e di Circuito Off. Giunto al suo sesto anno di attività, il festival è non competitivo, e già questo, in Italia, è un carattere di distinzione. La vocazione alla promozione dell'arte indipendentemente dai circuiti commerciali, fa di Toni Corti un'esperienza significativa. Il Festival dà un'importanza particolare all'interazione con gli autori, all'ospitalità, alle contaminazioni (vedi la presenza di diversi eventi mediatici all'interno di esso).


Puoi raccontarmi brevemente la storia della vostra associazione e del relativo festival?

Il progetto toniCorti nasce sei anni fa dall'iniziativa di un gruppo di giovani registi e appassionati di video, che decidono di dare vita ad un'associazione finalizzata alla circolazione dei cortometraggi e allo scambio di idee tra videomakers indipendenti. L'idea di creare un'associazione che promuovesse il cortometraggio indipendente è nata al termine del primo festival toniCorti, nel settembre 1997;
per la prima volta toniCorti aveva proposto al pubblico della città di Padova l'occasione di poter visionare opere altrimenti invisibili, con un successo di pubblico ben oltre le nostre aspettative. Sin dalle origini dell'associazione volevamo evitare che la nostra rassegna del cortometraggio si rivolgesse solo ad un ristretto pubblico di appassionati; è per questa ragione che abbiamo adottato un'idea di festival/festa della produzione artistica indipendente, allargando la nostra attenzione al teatro, alla musica e alle altre arti. Svolgendosi all'aperto nei mesi estivi, il festival toniCorti ha richiamato con la sua offerta di concerti e spettacoli teatrali un grosso pubblico, che prima e dopo gli spettacoli aveva la possibilità di rimanere a visionare i cortometraggi della rassegna. Abbiamo scoperto che l'interesse nei confronti dei prodotti audiovisivi indipendenti è sempre stato molto elevato, e questo ci ha dato lo stimolo a riproporre la formula adottata. Negli anni successivi il festival si è sempre ripetuto a cadenza annuale, spostandosi da uno spazio all'altro della città, mutando nei contenuti e sperimentando nuove proposte di fruizione, ma rimanendo sostanzialmente inalterato nelle finalità iniziali. Punti fermi del festival rimangono la gratuità della partecipazione, l'entrata libera, la scelta di non affidare a giurie il compito di premiare i corti migliori, ma solo di invitare il pubblico a compilare schede di gradimento, il tema libero, affiancato negli ultimi due anni a sezioni tematiche, l'ospitalità gratuita offerta agli autori selezionati e lo scambio di idee e cortometraggi con altri festival italiani e internazionali. Dal 2001, il festival toniCorti, è stato incorporato da un nuovo progetto festivaliero denominato ITACA. L'organizzazione del festival si è equamente spartita tra l'associazione toniCorti, che ha organizzato la sua consueta rassegna del cortometraggio, e il Teatro Popolare di Ricerca di Padova, che ha invece offerto spettacoli teatrali indipendenti. Anche quest'anno il festival si svolgerà a settembre, durerà la bellezza di quindici giorni e offrirà al suo pubblico cortometraggi, teatro, film, dibattiti, mostre di fotografia e concerti.

Da quando avete cominciato le vostre attività, senz'altro è aumentato il numero dei videomakers e dei festival (più di un centinaio in Italia). Un tempo ci si lamentava per la precarietà delle strutture, del supporto dei media e delle istituzioni; oggi forse in questa "abbondanza", vengono meglio in risalto i problemi d'identità delle opere e delle manifestazioni, e si soffre spesso di una certa approssimazione. Come evolve la situazione?
E' senz'altro vero che negli ultimi anni si è assistito ad un proliferarsi dei festival dedicati al cortometraggio, così come si sono moltiplicati i videomakers, grazie alle possibilità e alla riduzione dei costi offerte dallo sviluppo delle tecnologie digitali. In sei anni di festival abbiamo potuto toccare con mano l'evoluzione del prodotto cortometraggio: indubbiamente è oggi possibile realizzare un corto tecnicamente impeccabile senza l'ausilio di tecnologie professionali, e la qualità tecnica media si è innalzata. Buona qualità, però, non necessariamente vuol dire buone idee: abbiamo sempre privilegiato i corti che avevano qualcosa da dire, magari tecnicamente imperfetti, piuttosto che le grandi produzioni che privilegiano la forma a scapito del contenuto. Anzi, considerando anche i criteri di selezione di molti altri festival, proviamo un certo piacere a non ammettere alla selezione finale quei cortometraggi iperfinanziati, costellati di star del cinema italiano più patinato che però dietro all'apparenza dei costumi e delle carrellate non riescono a comunicare alcunché.
Detto questo, effettivamente oggi è più difficile per un festival trovare una formula che lo distingua dai tanti altri in giro per l'Italia, ma crediamo di avere trovato la nostra peculiarità nell'avere unito la dimensione del cortometraggio indipendente con quella del grosso pubblico che da sempre affolla le proiezioni. Ci ha sempre interessato far vedere le opere e far parlare gli autori, piuttosto che lanciare qualche promettente regista nel mondo del lungometraggio... anche perché non ne saremmo capaci, i nostri gusti sono un po' diversi da quelli della maggior parte dei produttori.

La vostra non è una rassegna competitiva. Questo vi ha in qualche modo precluso a un certo genere di autori e collaborazioni?
Senza dubbio. Molte opere non arriveranno mai a toniCorti, perché toniCorti non fa vincere nulla. Il nostro festival offre solo la possibilità di far vedere le opere al pubblico, e usa i pochi fondi che ha a disposizione per ospitare gli autori, piuttosto che premiare qualcuno che non è nemmeno venuto a trovarci e a vedere i corti dei suoi colleghi. Ma contrariamente a quanto ci si possa aspettare, non è vero che a toniCorti arrivano solo i lavori dei registi alle prime armi, quelli che non vengono mai selezionati da nessuno: ci siamo stupiti e continuiamo a stupirci che nonostante il festival non dia alcun incentivo alla partecipazione (ad esempio, sono gli autori a pagare tutte le spese di spedizione) ci arrivano opere di altissima qualità, cortometraggi capaci di vincere premi nelle grosse rassegne internazionali, che però hanno anche la voglia di circolare e di essere visti dal maggior numero di persone. Il festival vuole essere una vetrina del cortometraggio indipendente, e crediamo fermamente che il cortometraggio indipendente non sia interessato a mietere premi ma a diffondersi e a contaminare.

Il pubblico negli anni è aumentato? La città vi segue con attenzione? L'anno scorso avete realizzato serate con musicisti, artisti e vari generi di spettacoli.
Con nostra grande soddisfazione, ogni anno il pubblico aumenta sempre di più, e abbiamo dovuto cambiare sedi perché non erano più sufficienti a contenere tutti. Dopo sei anni, ci rendiamo conto che il nome toniCorti si sia ormai diffuso tra molti appassionati del settore, ma anche tra il pubblico padovano, che guarda al festival come un'occasione di incontro, un luogo dove bere una birra guardandosi una selezione di cortometraggi o uno spettacolo teatrale, e dove svago e proposta culturale vanno a braccetto. Non bisogna sottovalutare che cosa significa che centinaia di persone stiano ordinatamente sedute a guardare della videoarte in una città come Padova, povera per tradizione di offerte di questo tipo. Non altrettanto favorevole nei nostri riguardi è l'amministrazione comunale, che ogni anno trova occasioni per attaccarci e per essere restia a finanziare il festival. Le critiche non sono mai relative ai contenuti della nostra proposta culturale, ma al fatto che i concerti sono troppo rumorosi, oppure che l'affluenza del pubblico produce sporcizia. Eppure, non dimentichiamo che tutto il comitato organizzatore è composto da volontari che, oltre a contattare i registi e a organizzare le proiezioni, alle tre di notte puliscono il parco dalle cartacce e prima e dopo il festival montano e smontano lo schermo e il palco centrale. Crediamo che il valore culturale del nostro festival porti una grande ricchezza alla città, e nonostante ciò fino a pochi giorni fa non sapevamo ancora quale parco comunale avrebbe ospitato la nostra rassegna. Ma a questa ostilità siamo ormai abituati, e abbiamo capito che il miglior modo di agire è quello di muoversi indipendentemente dai riconoscimenti ufficiali. La nostra abnegazione ci ha portato oggi alla sesta edizione del festival, che si terrà a Padova dal 30 agosto al 14 settembre 2002 presso la Golena San Massimo.

Una critica che ho sentito in vostro proposito è riguardo ad un'eccessiva eterogeneità di generi e tematiche all'interno delle stesse serate di proiezione (come Documentari allineati a sperimentazioni, ecc.). È una scelta?
Abbiamo sperimentato diverse forme di accorpamento del materiale selezionato durante i vari anni, ma ci siamo accorti che il pubblico gradiva maggiormente la varietà della proposta, piuttosto che le serate tematiche. Ci rendiamo conto che per un autore possa essere sconcertante presentare un'opera sperimentale subito dopo a un documentario, ma pensiamo che questo sia l'unico modo per non compartimentare l'offerta. In tal modo anche il pubblico è obbligato a guardare sperimentazione anche se è interessato soprattutto alla fiction, o documentari se ama solo l'horror! Per correggere l'eccessiva eterogeneità, tentiamo per quanto possibile di far parlare gli autori e di far loro presentare al pubblico le proprie opere.

Vi considerate antagonisti di quello che viene definito il "sistema dell'arte", "funzionale ed essenziale alla stessa sopravvivenza dell'arte dal XIX secolo in poi" (una frase di A. B. Oliva, dal catalogo di Exit 0002)?

In un certo senso sì. Non ci interessa l'arte per l'arte, né di converso la sua esistenza ai meri fini della mercificazione. Notiamo che sempre più si afferma un modello che concepisce la cultura come produzione di guadagno, in una logica di mercato che non ci appartiene.
Quando abbiamo deciso di organizzare un festival del cortometraggio, nella città di Padova non c'era niente di tutto questo. I video semplicemente non passavano, non li poteva vedere nessuno. E' da questa voglia di far vedere le opere che abbiamo iniziato a lavorare al primo festival, e abbiamo sempre deciso di non far pagare alcun biglietto per accedere alle proiezioni. Per affinità di spirito, di conseguenza, abbiamo sempre promosso le arti underground, quelle che nascono come urgenza espressiva e senza altre seconde finalità. Il 'sistema dell'arte' di cui parla il buon Achille B. viaggia ad altri livelli, e ha altre mire; sicuramente è funzionale all'esistenza di un certo tipo di arte, ma l'espressione artistica indipendente ne può fare anche a meno... anche se forse non si arricchirà mai nessuno.

La vostra attività di promozione dei cortometraggi si ferma al festival, o proponete degli sbocchi distributivi, collaborando con altre manifestazioni e organizzazioni?
Abbiamo promosso diverse forme di collaborazione con altri festival e altre realtà simili alla nostra, italiane e internazionali. Per quanto riguarda il cortometraggio, cerchiamo di far circuitare i corti che a nostro insindacabile giudizio sono tra i più interessanti di quelli che ci vengono mandati di anno in anno, portandoli in giro, facendoli proiettare da altri festival, scambiando selezioni di corti con altre rassegne e organizzando retrospettive. Nonostante il nostro maggiore sforzo produttivo sia concentrato nei tre mesi precedenti al festival, l'associazione ha una sede liberamente accessibile dal pubblico e conserva l'archivio di tutti i cortometraggi che ci sono giunti nel corso degli anni (sono quasi 500). Stiamo faticosamente realizzandone il catalogo, che verrà messo nel sito dell'associazione. Chiunque vorrà richiederci i cortometraggi ivi depositati potrà farne richiesta, accertata la disponibilità degli autori a ulteriori proiezioni o prestiti.
Da qualche mese, inoltre, toniCorti è entrato a far parte di un circuito di festival indipendenti del Veneto, chiamato "Colture". L'idea di questo circuito festivaliero è nata dalla consapevolezza che l'attività di organizzazione di festival artistici indipendenti e senza finalità di lucro non sempre viene incentivata e promossa dalle amministrazioni locali, e in alcuni casi viene addirittura osteggiata. I quattro festival che hanno aderito al progetto Colture sono il festival del cortometraggio Circuito Off di Venezia, il festival letterario AzioniInclementi di Malo, l'associazione culturale Interzona di Verona (che presenta una programmazione musicale e teatrale di ottimo livello) e naturalmente toniCorti/Itaca. Quattro festival che pur con le rispettive peculiarità, prime fra tutte le diverse arti che ogni rassegna promuove, sono accomunate da rapporti difficili con le amministrazioni pubbliche, da difficoltà a promuovere le attività al di fuori delle città in cui si svolgono, da comuni problematiche di carattere tecnico (noleggio delle attrezzature, manodopera, ecc.) e soprattutto dal medesimo approccio alla promozione artistica: volontariato, rifiuto della commercializzazione, passione e voglia di portare nelle nostre città opere d'arte che ci piacciono. Abbiamo capito che uniti si è più forti, ci si possono scambiare preziose informazioni, ci si può aiutare nella promozione e nel lavoro pratico di organizzazione e gestione dei festival. Il progetto è potenzialmente aperto a qualunque festival o rassegna ne approvi le finalità. Da qualche giorno è stato aperto anche il sito ufficiale del circuito, chiamato www.colture.net.

Festival e media spronano il videomaker alla sintesi, favorendo opere più brevi possibili. Ma certi risvolti della vita non si possono catturare se non tramite un'amplificazione dei fenomeni impossibile nella durata di 5 o 10 minuti. Che pensate in proposito?
E' indubbio che da perlomeno vent'anni a questa parte le arti visive hanno avuto una spinta parossistica alla velocizzazione. Sembra che negli ultimi anni la soglia dell'attenzione del pubblico sia calata: se non mi appassioni nel primo minuto, non ha più senso rimanere ad ascoltarti. Le cause di questa velocizzazione sono molteplici, e sarebbe lungo indagare sui fattori che hanno portato a questa concezione del prodotto video come una specie di fast-food audiovisivo. Dobbiamo però anche sottolineare come i festival abbiano logiche che ai videomakers possono sfuggire: vengono privilegiate opere brevi perché i tempi sono sempre limitati, e le selezioni finali spesso penalizzano i cortometraggi di più di 20/25 minuti, nel timore di annoiare il pubblico o nella scelta di proporre il maggior numero possibile di opere. Da parte nostra, non facciamo distinzioni: tutto quello che dura meno di mezz'ora è proiettabile, e se ci piace e dura qualche minuto in più lo proiettiamo lo stesso.

Che ne pensate della critica del video indipendente (webzine, riviste)? Esiste, secondo voi, una coscienza che fa di questo settore un microcosmo autonomo?

Pensiamo che le webzine e i portali dedicati al cortometraggio svolgano un ruolo fondamentale per la circolazione delle informazioni nel mondo del corto indipendente. In Italia ci sono moltissimi registi, videoamatori e videoartisti, eppure molti di questi esauriscono i loro sforzi a prodotto finito facendo vedere i propri lavori agli amici o mandandoli in giro per festival nella speranza di ottenere qualche premio monetario o qualche targa di riconoscimento. C'è poca attenzione nei confronti dei cortometraggi altrui, e pochissime sono le possibilità di scambio e incontro. La critica del video indipendente opera meritoriamente per svolgere questo ruolo, anche perché in Italia non esiste alcuna rivista cartacea con una certa diffusione espressamente dedicata al variegato mondo del cortometraggio. La critica indipendente, inoltre, ha un'altra importante funzione, che non può essere messa in pratica dai festival: parla dei corti, ovvero analizza e giudica le qualità dei singoli cortometraggi. Non è una cosa da poco, perché rende il cortometraggio opera viva e discutibile, meritevole di approfondimento, e non destinata a sporadiche proiezioni pubbliche che si esauriscono con il veloce passaggio sullo schermo.
Per concludere, ricordiamo che la raccolta dei cortometraggi per la sesta edizione del festival toniCorti è aperta sino al 30 giugno 2002. Per maggiori informazioni e per il bando di partecipazione, potete consultare il sito www.tonicorti.org, oppure telefonare allo 049-8070790.


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