Drop out experience







presentazione della rubrica

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inserimento: 27/11/2006
LA LA LAND.
PARODIE. PARADIES.
Paul McCarthy

Mc carthy, in scena a Berlino con la mostra "La la land. Parodies. Paradies", è un vero alfiere del video artistico-pornografico. Esperienze italiane come quella di Un-cut di Zarantonello, a guardare queste immagini, sembrano discendere candidamente dalla videoarte underground americana.




Paul McCarthy ha segnato indelebilmente gli ultimi trent’anni di videoarte, di body art e di scultura. Perché di scultura si tratta. Scultura del proprio corpo, e di luoghi circoscritti (
...)
Proseguendo il giro ci imbattiamo in un video, Houseboat. Un festino su uno yacht ispirato alle situazioni di Chi ha paura di Virginia Woolf?, popolato da un crocchio di persone ben vestite e avvinazzate. Gli sviluppi sono prevedibili. Questo video assomiglia molto a Fresh Acconci, che McCarthy girò nel 1995 con la complicità di Mike Kelley. Un omaggio al porno soft più glamour e ovviamente a Vito Acconci, leggendario performer degli anni ‘70 che ha sempre giocato (pesantemente) col proprio corpo alla stregua di McCarthy. Acconci aveva tuttavia un approccio più astratto, meno pasticcione. McCarthy non conosce misura e su questo imbastisce il suo progetto traumatizzante e, alla fine, profondamente estetico. Cantando all’infinito canzoncine idiote, masturbandosi col ketchup, mostrando l’ano quasi per dispetto, frustando le pareti con uno straccio intriso di vernice, spalmandosi la faccia e il corpo di merda, McCarthy agisce come una scossa tellurica. Una piccola rivoluzione copernicana nell’arte, giocata sull’involuzione (continua su http://www.lankelot.com/frammenti-mostre-arti-mccarthy.html)

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inserimento: 20/11/2006
Sex Tech Net Porn
Nuovi sentieri tattici e creativi

Questo workshop riflette sulla costruzione delle appartenenze sessuali condivise, sugli stereotipi uomo/donna e sulla creazione di nuovi codici immaginari attraverso la destrutturazione delle categorie rigide. In che modo le tecnologie offrono dei sentieri di sperimentazione innovativa di fronte alla tradizionale dicotomia uomo/donna? Quali sono i nuovi territori di creazione e azione artistica attraverso le attuali categorie (aperte) legate alla sessualita'?




La pornografia di oggi, e' sempre più "indie porn" e ha come protagonisti non piu' star dello spettacolo, ma persone normalissime, che autogestiscono la propria sessualita', inventandosi nuovi codici e forme di espressione creativa indipendenti e non patinate. Forse l'autenticità è il nuovo segreto del successo, unito alla possibilita' di raggiungerlo velocemente attraverso canali P2P, blog e circuiti share di scambio video, foto, film indipendenti dove il porno si fa gioco e ironia... (continua su http://www.ecn.org/aha/punkporn.htm)

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inserimento: 13/11/2006
CUM2CUT
Indie-Porn-Short-Movies-Festival

CUM2CUT e' una maratona di tre giorni in cui tutti possono realizzare un cortometraggio incentrato sulla pornografia indipendente. Tutti i corti prodotti sono proiettati nel Kant Kino di Berlino. L'obiettivo e' sviluppare un network aperto e indipendente dove le persone possano esprimersi attraverso la pornografia senza sentirsi/essere marginalizzate.



The CUM2CUT Indie-Porn-Short-Movies-Festival is an independent pornography competition. It is a three day marathon in which participants are invited to realize a short film in the city of Berlin, which will be shown during the Berlin Porn Film Festival.In cinematography pornography is usually considered a subcategory: in CUM2CUT it magically comes to centre stage!All the short movies must be pornographic. On the first day of C2C competition, a subcategory will be drawn for each participant i.e. action, adventure, comedy, crime/gangster, drama, epics/historical, horror, musical, science fiction, western, splatter movies, etc. (dal comunicato)

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inserimento: 06/11/2006
Videokumite
L'Invasione dei Pornonauti


Anche questo film underground, prodotto nel lontano 1994 dalla Videokumite di Torino, ha avuto il suo momento di gloria.



"Spassoso amatoriale che miscela action, gore, comicità e trash sfrenato. La perfida & perversa Lady Domina, regina dei morti viventi, afflitta dalla noia decide di inviare le sue orde di zombies nel mondo degli umani per distruggere ogni forma di vita. La terra piomba nel caos ed un eroe solitario di nome Jack lotta disperatamente per sconfiggere il male. Sulla sua strada incontra una giovane, petulante e logorroica, che salva ripetutamente dagli attacchi degli zombies. Dopo varie peripezie i due giungono nel laboratorio di un mad doctor che riuscirà a trasformare Jack in Capitan Superpower (una sorta di super eroe alla giapponese in stile Ultraman) con il quale fronteggiare Lady Domina. Ma quest'ultimo, invece che accoppare la regina dei morti viventi, se ne innamorerà !!! Le risate sono garantite con questo amatoriale dotato di buone trovate demenziali e folli situazioni."
( http://www.www.alexvisani.com/ rec_amatoriali/pornonauti.htm )

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inserimento: 30/10/2006
Impaled
Larry Clark


Al Gender Berder Festival di Bologna sono stati presentati alcuni cortometraggi tratti dal film scandalo Destricted, in concorso all'ultima edizione di Cannes.
(http://www.genderbender.it/ )



Impaled di Larry Clark, regista e fotografo americano, vero e proprio antropologo dell’adolescenza, che realizza una serie di interviste a ragazzi e pornodive cercando di capire come abbia influito la pornografia nell’immaginario erotico di chi è cresciuto negli anni Ottanta
( http://www.exibart.com/profilo/eventiV2.asp/idelemento/32821 )


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inserimento: 23/10/2006
Pitture
Adam Connelly


Sempre nell'archivio di Neural, troviamo notizie sul lavoro di un altro interessante artista, Adam Connelly.
( http://www.adamconnelly.com/ )



Adam Connelly ha strutturato il suo sito senza testi, lasciando all'intuizione del visitatore la comprensione delle sue opere. L'artista in realtà dipinge su tela, con i più classici colori e pennelli, ma le sue opere riescono a cristallizzare il livello di realtà fittizia degli schermi informatici, in perenne lotta con la simulazione del vero. Enfatizzando la sua poetica tramite le immagini forti di scene sessualmente esplicite, Connelly riproduce con precisione sui suoi quadri i pixel delle immagini stesse, ridotte a poco più di un'icona, giocando sull'ambiguità che la bassissima risoluzione porta con sè. L'informazione ridotta così a meno dell'essenziale, si rivela per quello che è solo ad una certa distanza, lasciandosi scambiare per composizione astratta se guardata troppo da vicino. Il pixel mente.
(da http://www.neural.it/nnews/)


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inserimento: 16/10/2006
Sexyshock
Minimal Porn


Una curiosa operazione di Sexyshock (http://www.ecn.org/sexyshock/), segnalata da Neural qualche anno fa.
Andatevi a vedere questa animazione su http://www.neural.it/nnews/minimalporn.htm.



Il collettivo Sexyshock di Bologna non è nuovo ad iniziative che cerchino di mettere in crisi i classici stereotipi della rappresentazione sessuale. Minimal Porn è un interessante esperimento di animazione in flash, che schematizza le tecniche di relazione sessuale attraverso sequanze minimali dove un particolare dell'azione è reso attraverso linee e colori essenziali e movimenti ritmici. L'aspetto forse più interessante di questa operazione è che l'estetica delle rappresentazioni sdogana la tematica dalla morbosa censura sistematicamente applicata in rete, grazie al fatto che l'interpretazione delle animazioni risulta univoca solo se adeguatamente contestualizzata. L'astrazione tipica delle linee spesse e delle zone di colore omogenee difende l'anonimità della parte visiva, rendendo vano ogni tentativo di bollare il lavoro come 'osceno'.
(da http://www.neural.it/nnews/minimalporn.htm)

 

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inserimento: 02/10/2006
Gaspar Noé
Destricted


Continuiamo ad attingere dal patrimonio del cinema indipendente, con questi fotogrammi di Gaspar Noé. Tra cinema ed arte, nell'era dei Cremaster, l'idea di videoarte si decondensa, evapora e si mescola un po' a tutto. Ma infondo, è questa rubrica ad esser la fiera del contrario di tutto. E solo continuità e quantità sapranno darci una riposta. Tra molti mesi.

"Arte contemporanea al Festival internazionale del film di Locarno.
Nell'ambito della sezione Play-Forward, dedicata ai territori di confine tra cinema e arte, è stato presentato il film scandalo Destricted, una serie di cortometraggi molto espliciti e procovatori di sette noti artisti e registi internazionali (Gaspar Noé, Larry Clark, Matthew Barney , Richard Prince , Marina Abramovic , Marco Brambilla e Sam Taylor-Wood ) sul rapporto tra espressione artistica e pornografia.




A Locarno è stata messa in programma solo una selezione (Gaspar Noé, Larry Clark, Matthew Barney e Marina Abramovic) mentre l'opera completa, già presentata a Cannes, sarà visibile per la prima volta al pubblico alla Tate Gallery di Londra a settembre" (...)
( http://fromatod.blogosfere.it/2006/08/ )


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inserimento: 02/10/2006
Domenico Natella
Fragole a Mezzanotte


In questo film simbolista, Domenico Natella affronta circostanze rappresentative prossime alla pornografia.
La storia è ispirata ad un racconto di Felice Turturiello, che afferma: "quando ho scritto questo racconto ero preda di una sorta di allucinazione. Pensavo di galleggiare in un’ampolla nel vuoto assoluto". Natella, già recensito su Drop out exp. per Hoy no estoy pa' nadie, dà conferma della sua sanguigna e a volte macabra creatività.


Un viaggio allucinato tra presente e passato nella mente di Lucrezia, ricca trentenne borghese. La donna usa corpi di giovani uomini per preservare un rapporto ideologico e perverso con il marito defunto di cui avverte, però, la presenza nella casa e nella sua coscienza. Un dolore e un’ossessione che trasformeranno la sua vita in “una non vita”. Tra flash back in colore e visioni in bianco e nero, Lucrezia percorrerà la sua discesa verso una lucida e rabbiosa follia fino all’ultimo tango con il cadavere del suo sposo.
(dichiarazione dell'autore)



"Il film rappresenta la discesa agli inferi di un essere umano. È una pellicola simbolista, con scene molto forti, in cui ogni azione è vissuta come atto di profonda disperazione di una persona che, privata di tutte le sue certezze, naviga nel nulla”. (...)
"Felice Turturiello mi consegnò una copia del racconto e rimasi subito colpito dal titolo, dal suono molto cinematografico. Il testo, con la sua scrittura surreale, si sposava con la tendenza, tipica dei miei lavori, ad unire l’atmosfera del sogno e dell’incubo con quella di una realtà senza speranza. Il film si è poi evoluto grazie alle tecniche offerte dal mezzo cinematografico.."
( http://www.albatrosmagazine.net)


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inserimento: 17/09/2006
Matthew Barney
Cremaster 3 (+)


In certi momenti di certe opere di Barney, si può forse parlare d'un incontro tra videoarte ed elementi pornografici.
Non c'è molto da aggiungere su questo autore del quale si è parlato e straparlato spesso.
In questo momento, per noi, rappresenta semplicemente un occasione per adempiere al nostro impegno: ci siamo imposti d'inserire in questa rubrica almeno una segnalazione a settimana.




(Chi ha intravisto sottili critiche, forse ha intravisto bene.)

The spectacular finale to the five-part Cremaster Cycle - hailed by The New York Times as "An inspired benchmark of ambition, scope and forthright provocation for art in the new century" - comes to DVD for the first time via The Order: From Matthew Barney's Cremaster 3
( http://store.palmpictures.com )



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inserimento: 17/09/2006
Gionata Zarantonello
Uncut


Com'è potuta sfuggirci fino ad ora questa genialata di Zarantonello (già noto per Medley, ed altri film in concorso al festival del Cinema Trash di Torino)? 78 minuti di piano sequenza sul membro di un donnaiolo costretto a letto per una settimana... Il film è addirittura uscito in una sala cinematografica, ed è stato proiettato al meeting Florence Queer Festival.

Fallo al centro, con ironia, per liberare il tabù del sesso maschile. Porno “teorico” con protagonista il pene: la macchina fissa su di lui, primo piano sul centro del piacere e del pensare maschile, a riposo, in erezione, nascosto, truccato, ricoperto di cioccolata, stimolato, minacciato…
( http://www.kultunderground.org/index.asp?art=200 )




Uncut è stato distribuito con una campagna promozionale inedita che ha visto schierata la famigerata associazione casalinghe cattoliche contro la pornografia. Alla prima di Uncut c’è stata una rissa fuori dal cinema. Tutto questo è quanto si può dire sul versante “freddo” a proposito di questo film ed è anche quanto in fondo molti hanno detto.
(...) Con Uncut Zarantonello conferma la sua originalità, il suo punto di vista insolito (non è una battuta), non nella scelta dei soggetti (in Medley una scolaresca alla ricerca del sei politico, qui un donnaiolo costretto a letto da un incidente), ma, cosa più importante, nella particolare lettura che ne dà: cosa manca a un donnaiolo costretto a letto per una settimana? Bene, riprendiamolo proprio lì dove stanno i problemi di tutta la sua vita: nel pene. Ecco allora che da questo punto di vista molto particolare seguiamo tutta la vicenda in un unico piano sequenza di 78 minuti (uncut, appunto) e senza censure visive (uncut, ancora); dialoghi tutti in fuori campo. Uncut di Gionata Zarantonello è dunque un film in cui la trovata tecnica supera il discorso anche se poi se ne parla, parole della locandina, come: “Il primo film del cazzo”.
( http://www.frameonline.it/Rec_Uncut.htm )

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inserimento: 11/09/2006
Szu Burgess
Is Your Wife a Secret Lesbian?

Un interesante video della Burgess era in programma al Tekfestival, festival di cinema e documentari indipendenti che si svolge tutti gli anni a maggio nella città di Roma.
Il porno lesbo della filmmaker Szu Burgess fa un uso creativo di film erotici d’epoca realizzati in 16mm tra il 1930 il 1969, il film indaga con ironia un comune incubo etero-maschile: il tradimento lesbico. I testi sono tratti da un articolo pubblicato nel 1966 su Photo Magazine.


Szu Burgess, USA, 2002, 9', Beta SP

Szu Burgess è fotografa e documentarista. I suoi lavori sono stati al centro di mostre a Winnipeg, Toronto, Montreal, Chicago e New York. I suoi scritti di critica cinematografica e teatrale sono apparsi su diverse riviste canadesi tra cui “Swerve", “Winnipeg Tonight” e “Canadian Dimension”. Ha curato diversi festival queer e attualmente fa parte del comitato di selezione del "Lower West Side Film Festival” di New York. Colleziona avidamente propaganda omosessuale e film porno d’epoca.

( http://www.tekfestival.it/filmdb/scheda_film.php?id=373 )

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inserimento: 23/07/2006
Marina Abramovic
Balcan Epic

Si dice che i Balcani siano terra di grande libertà d'espressione. Marina Abramovich si diletta in performance pornografiche alle quali, colto in una sua tipica funzione ausiliaria, presiede il video. Che si possa parlare di videoarte-e-pornografia?



Fino al 23 Aprile l'Hangar Bicocca ospita Balkan Epic, antologica della più celebre delle artiste della performance, la serbo-montenegrina Marina Abramovic. Sono esposte sei opere video: un nuovo lavoro (Balkan Erotic Epic) e cinque video tratti da performance realizzate tra il 1997 e il 2003. Tutti i video in mostra sono post prodotti e distribuiti (per successive mostre) dal Netherlands Media Art Institute Montevideo/Time Based Art, il prestigioso istituto olandese.
Questa mostra segue, per l'artista jugoslava, un intenso periodo di sperimentazione culminato con una performance al limite estremo della sua resistenza fisica (Seven Easy Pieces, New York). E nasce da una curiosa proposta di lavorare sul "porno" inviatale da una casa di produzione americana. Defedata da Seven Easy Pieces, Abramovic accetta di sperimentare questo tema e si concentra sulle radici popolari della sua cultura di provenienza - in particolare sul senso dell'energia erotica e sulle sue applicazioni nella vita quotidiana.
L'ottimo catalogo della mostra, edito da Skira, contiene lucide ed accattivanti interviste sulla nascita e sulla incredibile lavorazione teatrale di Balkan Epic. I Balcani sono terre lontane dal Vaticano ed il sesso, in tutte le sue forme: rituali e collettive, viene visitato e percepito con libertà e con gioia - spesso innestato ai cicli delle nascite, della coltivazione, della propiziazione.
( http://www.cultframe.com/default.asp?content=%2F27%2F1608%2F5292%2Farticolo%5Finformazioni%2Easp%3F )

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inserimento: 17/07/2006
Adam Harwey
Dallo Spam porno all'arte


Copiaincolliamo un interessante post pubblicato su un sito di design
(http://www.caymag.com/index.php/
categoria/design/
)

'Non chiedetemi come funziona perchè non l’ho capito, ma il progetto “Save as” di Adam Harvey utilizza lo spam della posta elettronica per trasformare immagini porno in poster artistici. Uno script preleva le subject lines delle mail spazzatura e le usa per ri-costruire le foto. Da vedere alcune foto su questo articolo di wired.'

(http://technorati.com/tag/Adam+Harvey)


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inserimento: 10/07/2006
Stefano Rossi
Nylon Es


Un curioso contributo da parte di un nuovo artista, tra feticismo e critica sociale.
Rossi pone a confronto immagini di palazzi di periferia con immagini di gambe di donne di cui non si vede mai il volto. A tratti sfoggia simbologie ricercate, legate ad inserimenti pornografici (organi femminili con effetti di sfocatura).
Il procedere di queste donne si fa inquietante, come se si trattasse di divinità che, periodicamente, visitano un mondo decrepito determinando un fuga (o un nascondimento) del cittadino, e la scomparsa della sua quotidinaneità. Forse una critica al ruolo che, nella nostra società e specie in televisione, ha assunto la figura femminile.


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inserimento: 03/07/2006
Arno Coenen
Sesso con il Lego


Arno Coenen (...) indaga le ritualità quasi tribali e gli aspetti trash nella proliferazione delle immagini di stampo televisivo. La sua installazione "Time to bone", esposta nel 2002 presso De Appel, il centro per l'arte contemporanea di Amsterdam, e nell'ultima edizione di Transmediale a Berlino, è una ricostruzione di flm porno in animazioni digitali di lego (...)
(http://www.ecn.org/bulk/v_site/index.html)

Più volte ci siamo imbattuti in animazioni (generalmente stop motion) di pupazzi e omini vari dediti ad ogni genere di porcheria. Ma quelli di Coenen, vj già attivo con i Solidrocketbooster, colpiscono per il procedere inquietante, metafisico. E serpeggia una componente di critica sociale (talché non si può parlare, come ha fatto qualcuno, di semplice trash).

Arno Coenen lavora su modellizzazioni in 3D, che poi esporta su altri supporti, dalle ceramiche bianche e blu ai mosaici dei pavimenti, dai video alle installazioni. Costruisce ipnotici calchi digitali della realtà, virtualità reali, in cui in cui i confini tra autentico e artificiale vengono constantemente illusi.
(http://www.ecn.org/bulk/v_site/index.html)



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inserimento: 26/06/2006
Andrea Fraser
Sesso con il collezionista



Andrea Fraser registra a telecamera fissa, senza sonoro, la propria ora di sesso con un collezionista che, per interpretare l'operazione - metafora radicale del ruolo mercenario dell'artista - ha sborsato 20 mila dollari.
(http://www.dweb.repubblica.it/dweb/dweb/2005/10/27/attualita/attualita/101ero473101.html)

...A rivedere le immagini di Untitled (solo il titolo rischia di far innervosire) mi sono invece rilassato, e trovo quest'opera tutto sommato godibile. La visione di un bel culo è comunque un evento reintegrante. La fotografia e l'ambientazione sono senz'altro azzeccate. Ma la prospettiva di senso in cui si può collocare l'opera è davvero ristretta...e non ci aiuta ad ampliare i nostri orizzonti concettuali. Un bel culo fa sempre odiens, ed io non posso obiettare più di tanto, visto che questa rubrica "videoarte e pornografia" sta alzando notevolmente le visite a Drop_out_exp.
Tuttavia forse, dovendo portare avanti la ricerca per evidenti motivi, non abbiamo potuto non appassionarci un po', e vorremmo affrontare tematiche di maggior profondità.
Chiunque potrà farsi un'idea su questa operazione artistica in meno di un minuto. Ma permettetemi una domanda: che cosa, ad oggi, è realmente vecchio?
E permettetemene un'altra: dove sono tutti questi collezionisti "a proposito di cui" si crea? che deve fare, un povero videoartista maschio (mmh...;)! ) per farsi notare? si accettano consigli...

In conclusione: Offresi a collezionista, alla cifra simbolica di 20.001euro, la videoripresa di me che mi masturbo mentre guardo il video Untitled della Fraser...

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inserimento: 19/06/2006
Kris Kramski
Il re del soft porno francese




Kris Kramsky, regista di Sexhibition e di altri film soft-porno, è noto anche per un interessante videoclip realizzato con gli Air. In Cherry Blossom Girl l'autore rivela una grande familiarità con il montaggio digitale che, specie nelle scene più spinte, si fa protagonista con raffinati effetti di distorsione, di sfocatura e di colorazione. La visione è caratterizzata da una una luce indecisa, velata, una sorta di effetto flou ottenuto, ci sembra, principalmente in fase di postproduzione.

Streaming:
http://www.intairnet.org/newair/archive/quicktime.html?vid=cherry.mov

Essendo l'arte del videoclip molto spesso fraintesa, e allegramente sovrapposta a quella del video di ricerca artistica, non dovremmo farci problemi a definire il pornoregista Kramsky un videoartista. Che problema può crearci, in questo caos di definizioni, un ulteriore estensione delle stesse?
In effetti, i nostri appunti rischiano di diventare una macedonia se non mettiamo a fuoco per lo meno un punto sostanziale.
Ogni artista, forte della sua identità, deve ritagliarsi un ruolo all'interno di uno scenario di senso. Abbiamo osservato autori che si fanno strada nel sistema dell'arte contemporanea, altri nel sistema del cinema pornografico, altri ancora in sistemi più specifici (clip, cortometraggio, fotografia). Ma non ci dovrebbe interessare il rapporto che essi sviluppano con il mondo a cui riferiscono (e l'utilizzo quasi pubblicitario che possono fare della pornografia), quanto il loro modo di gestire il rapporto tra sessualità e visione/creazione cinematografica. Di indagarlo, reinterpretarlo, estetizzarlo.
Se vogliamo individuare una linea di ricerca, dobbiamo smascherare le opere che hanno senso solo nelle prospettive del singolo sistema. Come quella di cui vi daremo esempio lunedì prossimo...




A pochi giorni dalla pubblicazione ufficiale dell'attesissimo Talkie Walkie, gli Air mettono sul proprio sito il video di Cherry Blossom Girl, uno dei nuovi brani del cd. E gli autori di Moon Safari hanno fatto le cose in grande: alla regia c'è nientemeno che Kris Kramsky, grande maestro del porno. Il risultato, quindi, è molto esplicito... nonostante le fatidiche "bande nere".
(http://www.musicboom.it/mostra_art.php?categoria=news&ID=782)

Il video è stato girato da un regista di film porno, Kris Kramski, e parla, con coscienza di causa in effetti, del mondo della pornografia, di come degradi le persone.
La fotografia è scura, claustrofobica, lievemente alla ricerca del trendy ma senza l'esasperazione dell'originalità a tutti i costi.
La canzone non si addice alle immagini, tantomeno il testo e questo stridore rende il tutto ancora più malsano.
L'interprete è particolarmente graziosa: altro elemento che viene totalmente estratto da un ideale contesto di bellezza e buttato nella più lugubre delle espressioni della bassezza umana.
Nulla di particolarmente innovativo tanto dal punto di vista dei contenuti che da quello della forma ma merita, decisamente e totalmente, di essere visto e goduto (si fa per dire visto l'effetto che crea!).

(http://www.scidecom.org/forum/post.asp?method=TopicQuote&TOPIC_ID=834&FORUM_ID=44)

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inserimento: 12/06/2006
Walerian Borowczyk
Porno d'autore
(1924-2006)


Tra i tanti artisti/registi di film pornografici Borowsky si è distinto per la ricerca stilistica. All'interno delle inquadrature si intuiscono analoghi rapporti compositivi. Alcuni quadri sono veri e propri tableau vivant.
Ecco un articolo interessante sulla storia di questo regista, tratto da rarovideo.

E' morto Walerian Borowczyk, il regista polacco esiliato a Parigi che diresse film erotici di grande impatto come "Goto, l'isola dell'amore" (1968), "I racconti immorali" (1973) e il crudo e zoofilo "La bestia" (1975). Si e' spento in un ospedale nella capitale francese dove era in cura per problemi cardiaci, all'eta di 82 anni. Con uno stile spesso surreale, Borowczyk aveva ricercato un punto di equilibrio tra la pornografia gratuita e opere sempre piu' ardite. Tra i suoi film piu' controversi "Interno di un convento", del 1978, che suscito' grande scandalo. (Agionline)
(da www.cinemaplus.it)




As befits a man who spent years as an animator before directing his first live-action film, Borowczyk's universe often seems entirely self-contained, filled with objects and curios to which characters exist as adjuncts. He brings his painterly eye to clothing and settings and these are the focus of attention as much (or nearly as much anyway) as the people who inhabit them. It is a universe in which we deny our instincts at our peril - the tragedy is that acting on our instincts necessitates crossing lines of acceptability and with this comes a penalty.
In the strange and wonderful Goto, L'Ile d'Amour, which in look is as near to a silent film as could be made in 1968, and in his following film, the masterly Blanche (now sadly out of print) desire across social boundaries is the threat that brings about tragedy in a rigidly stratified universe. In the shockingly ribald and splutteringly funny La Bete, sex permeates the very structure and fabric of the chateau and estate yet still threatens the social order (regardless of how much a pretence this is) and enacts a penalty for past misdemeanour.
Much of the same atmosphere pervades Immoral Tales - four portmanteau tales of sexual variety through the ages, beginning in the present and moving back in time to goings-on in the Vatican with Lucrezia Borgia. The solitary girl in Therese Philosophe is punished for amongst other things, putting chap-books to unexpected use. God is a Cocteau-esque voiceover urging her on. The Erszebet Bathory sequence is stylistically the most rewarding, though there is so much flesh on show at times that the camera itself gets distracted in its gaze. As for some kind of overall description of the film, 'a wanton, blasphemous, licentious and gratuitous parading of automata in the shape of human beings' might encompass some of its characteristics. However, as punishment is never far away for the characters' transgressions you could even call them Moral Tales at a stretch. Tempus Fugit. A Cavallo!
(by Graeme Hobbs)


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inserimento: 05/06/2006
Fiona Banner
Arsewoman in Wonderland

(2002)

Tra gli artisti di rilievo internazionale, spiccano personalità come quella di Fiona Banner, che in alcuni casi si è avvicinata alla pornografia (mentre questa tendenza rimane per così dire inconscia in altre sue installazioni - vedi foto 4).
Nel caso di "Arsewoman in wonderland", costatiamo un'operazione inversa a quella praticata da tanti videoartisti, ma che troviamo estremamente significativa. Piuttosto che affrontare un discorso artistico all'interno della videopornografia, l'artista porta il video pornografico al di fuori di se stesso, riconducendolo all'immaginario dell'arte contemporanea e concettuale (vedi foto 1 e 3).
"Su un tabellone d’affissione pubblicitaria, spicca in rosa shocking la descrizione minuziosa di un film pornografico, Arsewoman in Wonderland; direttamente sul muro l’artista fa un ritratto descrittivo inquietantemente dettagliato di un nudo femminile (Glare). Sull’altra parete invece un testo di cui resta solo la punteggiatura. Gli stessi punti e virgole si ritrovano in forma tridimensionale ed in bronzo nel mezzo della sala ad ostacolare il cammino del visitatore." (
http://www.exibart.com/notizia.asp?IDNotizia=6098&IDCategoria=200)

"La giuria del Turner Prize non smentisce la tradizione. Anche quest'anno i quattro artisti selezionati hanno presentato opere controverse che non hanno mancato di suscitare reazioni forti tra i critici.
Gli artisti scelti per concorrere alla vittoria finale sono: Fiona Banner, Liam Gillick, Keith Tyson e Catherine Yass.
Le opere più scioccanti sono state presentate da Fiona Banner, una artista che lavora sul tema della pornografia"

(http://erewhon.ticonuno.it/diarte/archivio/soggetti/2002/arti5.htm)



I nostri appunti sul rapporto tra video e pornografia, si estenderanno dunque: da un lato all'opera degli artisti contemporanei e, dall'altro, a quella dei registi di film porno d'autore. In cerca di una visione il più possibile ampia di questo duale.
A lunedì prossimo!

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inserimento: 29/05/2006
Angelo Tantaro
Presenze e A te mai mia
(2000)

(...) Nelle immagini pornografiche elaborate in Presenze, la spersonalizzazione e la partecipazione a pulsioni istintuali ha la precedenza sulla ricerca. Al contrario in A te, mai mia, è rintracciabile una maggiore concentrazione, ed un invito all'auto-conoscenza. Vediamo come quest'impressione trova conferme nel linguaggio dell'artista.
C'è da dire che Presenze comincia con un tuffo della telecamera nelle profondità marine, e finisce con una riemersione da esse. L'opera nasce dichiaratamente come indagine sull'inconscio. Alcune transizioni digitali riprendono più avanti il tema dell'acqua (ripple). L'autore delega ad un famoso autoritratto di Van Gogh il ruolo d'immagine "esploratrice", sorta di rappresentazione dell'osservatore voyeur all'interno dell'opera. Questo frame viene mescolato ad immagini di donne atte all'autoerotismo, filtrate con sdoppiamenti, negativi e sfocature.
L'inizio del video è particolarmente incalzante, e una cornice circolare sfumata permane attraverso immagini ed effetti. Anche qui appare presto l'immagine del volto di una ragazza, che fissa lo spettatore. Subito dopo riprendono le incursioni pornografiche, i picture in picture che vedono protagoniste persino alcune immagini di repertorio di una manifestazione…fino a che l'attenzione si fissa sul dettaglio di un organo femminile.
L'uso incalzante d'immagini di vario genere, e di transizioni molto diverse tra loro, conferma l'impressione di uno sfrenato dionisismo; il tentativo di partecipazione ad un universo sensoriale (che sono, ad esempio, le transizioni se non "esperienze sensoriali"?) più ampio, per niente minimale ma totale, cosmico. Questa tendenza sembrerebbe essere, e ciò mi piace molto, l'oggetto di ricerca di Presenze.


Da una recensione di Drop out experience (2002)
In 'A te, mai mia', la ricerca si fa più precisa e tagliente. Nell'esperienza precedente Tantaro, attraversando una catarsi, acquisisce una serie di conoscenze intuitive, moduli tramite i quali trattare l'argomento Anima. Ed ora li sfrutta coscientemente, aggiustando la mira della sua ricerca.
I freeze sugli sguardi delle donne sono scelti con precizione espositiva (anche tra immagini di personaggi famosi), e contano su un sicuro impatto. Rappresentano l'elemento di spicco di questo montaggio, ed invitano lo spettatore ad una riflessione sul ruolo sociale di queste icone. Suggeriscono una consapevolezza fondamentale, che sembra debba riguardarci direttamente. Una cosa di cui si abusa nel mondo della pubblicità, e che solo un azione videoartistica credo possa effettivamente denunciare.
Il filtraggio delle immagini è più raffinato. Tantaro non inveisce più con gli effetti, come aveva fatto per le immagini femminili dell'altro video. Si accontenta di sfocare i contorni del quadro, in certi casi passa la sequenza a rallentatore.
Alcune inquadrature colpiscono in modo particolare, come quella dei capelli di una ragazza che si muovono al passaggio della metropolitana, senza che le si possa intravedere il volto. (...)

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inserimento 22/05/06

Bernardo Tavanti
Portali: l'ossessione mitologemico-pornografica
(2002)

La contaminazione tra videoarte e pornografia, raramente ha raggiunto analoghi apici di coerenza. I Portali di Berny Tavanti sono realizzati con lo scopo d'aiutare lo spettatore a superare la soglia della coscienza, e raggiungere l'altro da sé. Una legenda, al posto dei titoli iniziali, spiega il significato dei cartelli che, durante la visione, indicheranno allo spettatore la distanza dal prossimo "portale". L'invito (senz'altro provocatorio) è alla masturbazione, e non alla fruizione critica o estetica (per quanto non manchino soluzioni complesse e addirittura raffinate). Il trattamento effettistico, l'aumento di ritmo, la struttura stessa dei montaggi sono impostati secondo un piano magico-sessuale preciso.



Da una recensione di V. Sammarco (Cinema e Utopia, 2002)

Il lavoro più suggestivo e "fastidioso" visionato è senza dubbio "Portali": - Madonne nere in Cantina (3'); La Sposa di Francesco (1'); Compendio a T. ; Taiges/Laura (3').
Immagini pornografiche, associate ad altre mitologimetaforiche, vengono utilizzate per coinvolgere lo spettatore al punto tale di essere traghettato in un altro dove. Per ottenere ciò gli autori si avvalgono di segnaletiche (in basso a destra dello schermo) atte ad avvertire il fruitore dell'arrivo, più o meno imminente, dell'immaginario portale: ecco che tutto svanisce, ed egli è invitato ad inserire qualcosa di suo, magari qualcosa di represso da tempo, in una fessura atta alla ricezione di nuove immagini, stavolta private; è possibile, a mio parere, scorgere un riferimento a "Videodrome" di Cronenberg (1983), dove il ventre del protagonista si fa involucro per consentirgli di divenire tutt'uno con l'unico strumento oramai capace di sedare le sue allucinazioni e, al contempo, di accelerare il tumore al cervello che ne è causa: la videocassetta che, contenente scene di torture ed omicidi reali, produce un'ibridazione sempre più spinta tra lo schermo (quale estensione del corpo) e lo spettatore.
Come dichiarato dagli autori, in questa opera "viene approfondito l'aspetto esoterico della pornografia, intendendo gli orgasmi come veri e propri portali tramite i quali rapportarsi alle profondità inconscio-collettive"; l'idea è veramente apprezzabile, il risultato ottenuto forse un po' meno: "la libido dello spettatore", che vuole essere guidata gradualmente all'orgasmo, ne è invece castrata, proprio perché l'utilizzo della pornografia, priva di quel senso che non le è proprio, tende sì a generare orgasmi, ma il più delle volte fittizi.
Apparentemente estraneo al contesto, "Compendio a T." potrebbe invece essere inteso quale progressiva riflessione proprio sul concetto di altrove: da un'immagine vivente (una donna in un giardino) verosimilmente appartenente al passato, si giunge, tramite procedimenti rivelatori, alla riesumazione di un cadavere (evidentemente della donna vista in precedenza): ecco quindi il compendio, la sintesi di ciò che ognuno di noi, inevitabilmente, diverrà; un divenire statico, da toccare con i guanti, mentre una ripresa sfocata ci mantiene in vita nel ricordo altrui.

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inserimento 15/05/06
Lucia Leuci
Free Tour
(2005)


Il video di Lucia Leuci consiste in un montaggio di scatti fotografici eseguiti dall'autrice stessa.
Immagini di rara forza espressiva, provocanti e a volte ironiche, decise ed al contempo femminili.


Da una recensione di Luca Beatrice

(...) Leuci si è prefissata di indagare il ruolo della pornografia come cartina al tornasole nei rapporti interpersonali e sociali. Senza moralismi e né pudori la ricerca si propone di rispondere ad alcune domande: ad esempio, quali sono i “luoghi comuni” dell’eccitazione che maggiormente ricorrono nell’immaginario maschile? Che cosa veramente piace all’uomo della donna, oltre il proprio contesto familiare e privato? Dove comincia la fantasia e dove finisce la realtà?
Non sono i film pornografici che si avvalgono del contributo di attori professionisti e hardcore star riconosciute dal pubblico a interessare Lucia Leuci, ma piuttosto tutto ciò che si cela dietro l’anonimato: le pellicole amatoriali, le chat line, i siti internet che garantiscono libertà e sicurezza, da cui il titolo Free Tour. In poche parole, la possibilità, attraverso il sesso, di essere altro da sé.
In mostra Lucia Leuci presenta l’ultimo inedito sviluppo del lavoro. Nove fotografie di grande formato dal ciclo Preview, in cui gli attori di questi scenari tendono a evaporare in una nuvola rosa che, romanticamente, avvolge tutto. Una serie meno esplicita e, se possibile, ancor più femminile.

"Nata a Bisceglie nel 1977, fa parte della folta pattuglia di bad girls, giovani artiste ironiche e arrabbiate che lavorano a ridefinire i contorni della soggettività femminile, Lucia Leuci si distingue per la particolare miscela di innocenza sfrontata e di aggressività nascosta, che percorre tutta la sua ricerca. Così la telecamera ( o in altri casi la macchina fotografica) diviene un mezzo per riappropriarsi di un nuovo sguardo su se stessa. E per denunciare un disagio nella relazione tra i sessi e un’irrequietezza che hanno certamente una matrice privata e autobiografica, ma sono anche espressione di malesseri collettivi e di genere.
I video realizzati tra il 2000 e il 2004 e presentati nel corso delle due serate sono: ‘Le manine laboriose’, ‘Hera, moglie divina gelosa e bisbetica’, ‘Svuotata’, ‘832.0 Kbps’ e l’ultimo, ‘Autoritratto’."

(da http://www.undo.net/cgi-bin/undo/pressrelease/pressrelease.pl?id=1079626666)

mostre personali
2001 “Fototensioni” PiziArte, Teramo
2002 “Ecstasy: stati di grazia” Modì, Bari; “AutoreDonna” a cura di Lara Vinca Masini, Castello Pasquini, Castiglioncello, “Istèria” a cura di Giacomo Zaza, Galleria Ugo Ferranti, Roma, “BodyGirl” Sala 1, Roma
2006 “Free Tour” a cura di Luca Beatrice, PiziArte, Teramo

principali mostre collettive
1998 “Arti visive” a cura di Sergio Risaliti, S. M. di Collemaggio, L’Aquila
2000 "IX Biennale dei giovani artisti dell'Europa e del Mediterraneo" a cura di Jannis Kounellis, ex mattatoio di Testaccio, Roma; “Porta d’Oriente” a cura di Luca Beatrice, Palazzo Tupputi, Bisceglie
2001 “Art&Maggio" a cura di Antonella Marino, Sala Murat, Bari; “Pulsioni eversive” a cura di Giacomo Zaza, Palazzo Tupputi, Bisceglie
2002 “Europa Video Arte” Chiesa di S. Paolo, Modena, Canem Galeria, Castellò de la Plana – Spagna, Digit Acc Galerie, Weimar – Germania; “Version 2.0 of Violence online Festival” Liberarti Festival, Biennale di Liverpool – Inghilterra, Computer Space Festival, Sophia – Bulgaria; “5 Künster stellen aus” Haus im plus, Neusiedl – Austria; “Gemine Muse’’ a cura di Antonella Marino, Museo Storico, Bari
2003 “Short Stories” a cura di Marga Perera, En Plein Air, Pinerolo; “Anteprima 2” XIV Quadriennale di Roma, Palazzo Reale, Napoli; “Almeno sedici minuti” a cura di Luca Beatrice e Guido Curto, Arts and arts, Torino; “Obsessiòn” PiziArte,Teramo
2004 “Godart” Museo Laboratorio, Città S. Angelo; “La stanza delle vergini suicide” a cura di Federica Bianconi, Una hotel tocq (Flash Art Fair) Milano; “Clan(destino)” PiziArte, Una hotel tocq (Flash Art Fair) Milano;“Il corpo solitario” En Plein Air, Pinerolo;“Tempus Fugit” PiziArte, Teramo;“Fuoriuso” a cura di Luca Beatrice, Ferrotel, Pescara; “A vostro rischio e pericolo” a cura di Gianluca Marziani, Stop.Sitemacreativo, Roma; “Video DiaLoghi” Maison Musique, Rivoli
2005 “Camera a sud” Piziarte, Teramo; “Camera a sud” PiziArte, Hotel Sofitel (Flash Art Show), Bologna; “Railwaystories” a cura di Adriana Martino, Stazione Centrale, Pescara; “VenerElettrica” a cura di Luca Beatrice, Rocca Paolina, Perugia; “Killing me softly" PiziArte, ATA Hotel Executive (Flash Art Show), Milano; “Dhen milao ellenica – Io non parlo italiano” a cura di Luigi Negro e Alessandra Pomarico, ex Convitto Palmieri, Lecce; “SerrONE Biennalegiovani Monza 2005” a cura di Luca Beatrice, Martina Corgnati, Gianluca Marziani, Marco Meneguzzo, Marisa Vescovo, Serrone della Villa Reale, Monza; “FairPlay” a cura di Laura Carcano, Complesso di Santa Sofia, Salerno; ”Seven: everything goes to hell” a cura di Maurizio Sciaccaluga, Palazzo Pretorio, Certaldo
2006 “Trasformations” a cura di Gianluca Marziani, Stragapede Perini, Milano; “La donnaoggetto - Miti e metamorfosi al femminile 1900-2005” a cura di Luca Beatrice, Vigevano, Castello Sforzesco

Concorsi: 2005 Vincitrice per la regione Puglia della prima edizione del concorso nazionale PagineBianche® d'Autore, promosso da Seat Pagine Gialle a cura di Luca Beatrice


 

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