Derevo: Robert Dreams
di Anton Adasinsky

Al teatro Jack & Joe di Cerbaia tra il 26 e il 28 Maggio è andata in scena la nuova produzione della compagnia Derevo di SanPietroburgo.
Lo spettacolo "Robert Dreams" è la nuova creazione di Anton Adasinsky, storico fondatore della compagnia russa nata negli anni ' 80.
La performance è ispirata al musicista (non vedente e paralizzato) Daniel Williams; interpretato da Adasinky in modo esemplare.
Il processo creativo dell'opera racchiude una simbologia onirica evidente, regalata da una scenografia morbida e molto umana, povera ma dignitosa e confortevole agli occhi dello spettatore.
Come sempre la compagnia si presenta minima e strettamente necessaria. Il protagonista viene trasportato in un'atmosfera fantastica, un luogo dove le sue gambe vengono ricreate in oro, e il suo io incontra se stesso bambino, e amori mai avuti. Gli allievi ballerini del Derevo Laboratorium si muovono sul palco
del Jack & Joe come anime riflesse da un altro pianeta. Tecnica e passione si mescolano in perfetto unisono, la danza diventa teatro, il teatro diventa danza.
I loro corpi così bianchi, rigorosamente calvi e gli occhi con lenti bianche, regalano alla scena mutevoli atmosfere in continua evoluzione, dimostrando lo sviluppo della compagnia e il progresso di un così duro lavoro fisico e mentale. I Derevo si mostrano al mondo come una realtà parallela, dove le regole di vita si mescolano a quelle professionali. Teatro per passione e passione della comunità sembrano essere le regole primarie che forse solo un popolo sovietico può realmente comprendere. Rigidità nella tecnica e nel rispetto dell'opera sono percettibili durante tutto lo spettacolo, cose difficili da trovare in compagnie di altre zone d'Europa.
I Derevo somigliano ad una vera e propria setta teatrale e come ogni setta c'è una divinità: Adasinsky.
Tutto inizia con l'attraversamento del palco da parte di Adasinsky, che finge di essere un pugile. Osservare il suo corpo cosi preciso, perfetto, pulito, che si muove nell'aria in modo così magistrale, fa capire immediatamente che stiamo per vedere qualcosa di magico.
Lo spettacolo regala emozioni su emozioni, ammirazione di come si possa modellare il proprio corpo per la scena e rende grato lo spettatore dell'ironia vera e senza filtri che spesso i ballerini hanno saputo regalare.
Si può notare il modo uniforme con cui gesti e passi di danza sono presentati da parte di tutti e sei i ballerini in scena, ognuno con un proprio personaggio, ma così uguale agli altri nel contesto della tecnica di movimento.
Nella scena si alternano figure mistiche, quasi mitologiche, a figure metropolitane e scure. Appare del sangue sul volto di una piccolissima ragazza ed una tenda bianca si macchia di rosso. Una ragazza vestita d'oro testimonia il sesso e l'amore mentre il corpo efebico di un giovane si muove sinuoso come una sirena in un lungo abito rosso. Le loro parti del copro parlano come se fossero occhi e bocca, mentre il nostro protagonista aleggia come su una nuvola danzando sulle morbide gambe.
Forse i sogni sono diventati la realtà, forse il musicista non si sveglierà mai, o forse questo è solo un viaggio nella morte, nella mente assente del protagonista; ma sicuramente non svanirà nel cuore e negli occhi di chi si è seduto sulle scomode gradinate del piccolo teatro di Cerbaia, diretto da Mirella e Adriano Miliani ai quali vanno le migliori congratulazioni per il continuo lavoro onesto e sincero, per le loro proposte così interessanti e la volontà di mostrare solo spettacoli di un certo calibro.
Per concludere possiamo dire che siamo rimasti felicemente sorpresi dal nuovo lavoro dei Derevo e che siamo stati davanti ad uno show di alto contenuto tecnico ed emotivo.


Reflection
Tanya Khabarov


Parliamo dello spettacolo Reflection in scena ad Aprile al teatro Jack & Joe di Cerbaia (FI), produzione di
Tanya Khabarova, ex componente del gruppo Derevo, famosa compagnia russa di teatro danza.
L'attrice, moglie di Marco Di Stefano, si mostra padrona della scena, sicura, perfetto esempio del lavoro realizzato con i Derevo.
Pulizia nel movimento, leggerezza, ritmo, sincerità, sono i mezzi coi i quali la stessa Khabarova si muove all'interno delle sue scene. Regala una serie di giochi fisici e consapevoli, emozionanti visioni magiche e mitologiche. Seziona parti del corpo alle quali dà una nuova vita, e diventa personaggio dopo personaggio con un'eleganza invidiabile.
Reflection propone un percorso che parte da una circostanza quasi animalesca, fino ad arrivare ad un modo umano e primordiale di percepire le cose. Ci troviamo davanti ad un'interpretazione magistrale di animali, danze tribali e rituali.
Indimenticabile quando, davanti al pubblico, appare nelle vesti di sagittario munita di arco e frecce; rimaniamo sorpresi di come solo un pezzo di stoffa possa, sopra un corpo, con tecnica perfetta diventare qualcosa di incredibilmente reale.
Passiamo da atmosfera in atmosfera con la maestria della grande scuola russa, ci lasciamo trasportare
attraverso luci definite e ben impostate. L'attrice abandona le scene facendo scorrere sul palco arance che iniziano a rotolare in ogni direzione, quasi volesse testimoniare che qualche istante prima, li, è successo qualcosa, qualcosa di magico.
Poi il tutto si annebbia, un pò forse per la poca emozionalità dell'attrice stessa. Aleggia un certo senso di congelamento. E riflettiamo sul trovarsi davanti ad un'artista distaccata e fredda, oppure no.
La Khabarova torna a prendere gli applausi con la sincerità di chi ama davvero il suo lavoro e ringrazia di cuore la direzione del teatro che ha reso disponibile l'incontro con l'artista, per chi avesse voluto seguire nei due giorni seguenti il suo lavoro, in uno stage intensivo di teatro danza.
Il pubblico sembra aver apprezzato davvero questo lavoro.

Sam Faro


 


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