Traghettare l'anima dell'opera dalla struttura dei contenuti alla struttura dei rapporti.
Il nuovo io non si pone più come complesso bipolare, in cui un "badante etico" determina la fermezza del sistema. Ad oggi, lo spostamento veloce da poli etici diversi, la "strategia nella strategia nella strategia", la convenienza e l'apparenza prima dell'ideale e del contenuto, insomma, la "sostanziale insostanza", rendono la struttura dell'io estremamente dinamica.
Implicitamente abituato questo senso evolutivo, il pubblico risponde spesso in modo chiaro:
- chi ha un etica fissa, annoia.
- i contenuti in generale, annoiano.
- questo stesso sito, con tutti i suo contenuti, annoia.
il rapporto è ciò che conta, salvo che non si voglia teorizzare una nuova estetica della noia.
L'arte da sempre ispira, conferma, sublima le evoluzioni dell'io.
Attualmente siamo dunque incuriositi da opere che testimoniano e determinano strutture di rapporti, come certe videoinstallazioni <pure> in cui la circuitazione del segnale video è oggetto stesso di esplorazione, reinterpretazione, decontestualizzazione.
( Vedi su http://www.c771.org, vedi recensioni su Interno3, P. Scattoni, Anonima scena, G. Verde ... )
Oppure siamo attratti da animazioni (2d flash, vjset, billboard) in cui l'elemento dinamico, la continua scambievolezza delle forme, è l'unico filo conduttore.
( Vedi tanti videoclip commerciali, Vedi streaming Vj Humak Art )
Dagli anni'60 l'intellettuale medio ha un'idea chiara sull'interpretazione comunque-vada-energistica della natura dei contenuti, ma è solo da tempi recenti che non vi è più interesse narcisistico ad attribuire alle strutture energistiche valori di contenuto. Salvo rari casi di convenienza (non si può non notarlo, in tempo di elezioni).
L'io non è più vissuto come contenitore, quanto come insieme di rapporti. L'individuo, quando guarda a se stesso, guarda alla sua capacità di generare rapporti e solo dopo ai contenuti ivi inseriti.
Ad esempio: quando si affronta un progetto web, televisivo o editoriale, i contenuti sono anzitutto dei mezzi attraverso i quali aumentare le visite. Ecco: i contenuti sono solo un mezzo, il piacere sta nel rapporto.
Paradigmatico è: un sito che, a forza di linkare pagine esterne e rendere commentabili le stesse, determina un grosso numero di visite quotidiane.
La "concretezza", la sensatezza, per l'artista, potrebbe stare nel:
- creare dei contenuti in base alla struttura stessa dei rapporti, "arrotolarne" la continuità e offrirne una sublimazione atemporale (opera).
Ma questa attività potrebbe risultare, per quanto nobile, un po' troppo utopica e in pochi comprenderebbero. perchè a rimanere visibili resteranno comunque dei contenuti (ciò che non eccita più!).
- oppure, operazione ancor più complessa: creare dei rapporti ispirati alla struttura essenziale dei contenuti ("srotolare"). Ed ecco così che, l'anima dell'opera, viene traghettata in un nuovo ospite: dalla struttura del contenuto alla struttura del rapporto.
Un attività artistica di questo tipo è già parzialmente presente, spesso in modo inconscio, nella vicenda di molti autori. Ma raramente viene posta in risalto in ambito critico, storico, giornalistico.
Questo perchè non vi è una corrispondente ricerca di coscienza, a proposito della natura e della struttura dei rapporti interattivi nell'opera o nella vicenda dell'autore.
Ad esempio l'archeologia del web, o quella della videoarte, si fermano a cenni storici e non si rendono attività pratiche. Eppure ci sarebbero già elementi per procedere.
"L'archeologia si ferma a ieri", affermano certi archeologhi. E ieri, il multimedia era già vecchio!
Non vengono eseguiti degli "scavi" (per così dire?) attraverso i quali far emergere il carattere, il ritmo della mutazione che caratterizza questi anni.
(Continua...)
Berny
|
|