Valge Daam

di Giuseppe Iannicelli (1998, 4')

Una leggenda narra che in un villaggio dell'Estonia un fantasma nominato "la donna bianca" (Valge Daam) appaia ogni plenilunio alla finestra di una chiesa.
L'intento di Giuseppe Jannicelli era quello di rievocare in video, le sensazioni di una notte d'estate, provate durante la ricerca e l'attesa del fantasma proprio in quel villaggio. Lo stesso autore ci avverte di tutto questo in una didascalia alla fine del video e di come, alla fine, il progetto sia andato pian piano sgretolandosi, lasciando sul video poche immagini saturate dalle quali appare ogni tanto il bello e indefinito volto del fantasma.
Di un progetto definito e strutturato con criterio, rimane solo il fantasma, quasi a dimostrare che l'incorporeità e la sfuggevolezza del "vero" fantasma e l'essenza di esso abbia influito sulle intenzioni del videomaker e quindi sul risultato finale del video, nei suoi cromatismi e saturazioni propri di un certo valore evocativo.
A volte anche delle nostre idee e dei nostri progetti, comunque essi siano strutturati, giusti o sbagliati che siano, rimangono solo dei frammenti erosi dal tempo e dall'incuria, dei fantasmi, e come ogni fantasma si affacciano ad una finestra ogni tanto, e magari ci spaventano, oppure lasciano dietro di loro, nella loro sfuggevolezza, scie di immagini, sensazioni, ricordi. Jannicelli è riuscito ad impressionare nelle immagini e nei suoni del video (apprezzabile la parte sonora e tecnica in generale, curata da Alberto Crosio) quel senso di sfuggevolezza, benché lo si possa cogliere solo dopo una seconda visione del video, dove, come già accennato, l'autore ci fornisce le chiavi di lettura, che sarebbero state difficili se non impossibili, per un "modesto osservatore" come io sono, da individuare.

Mike Marchionni

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