Taglia Corto
Firenze, Fondo Perduto, aprile-maggio 2002
Al Fondo Perduto di Firenze, si è svolta nell'arco di aprile e maggio la rassegna "Taglia Corto", dedicata ad opere di stampo fiction, videoart, videoclip.
Il Fondo Perduto si presenta come luogo paradigmatico dell'undeground, in quanto locale ricavato da una cantina nel centro di Firenze. La sala delle proiezioni somiglia ad una cripta, e, invece che seduti sulle sedie, gli spettatori si accomodano sui guanciali.
Questa dimensione romantica ha ben custodito i vagiti videoartistici di molti autori, che si sono alternati nelle numerose serate. In particolare videomaker fiorentini, come Lorenzo Petrognani, The Philosophical art of mental defence, Ilabeca e altri.
Drop_out è stata presente ad una parte di queste serate, ed ha collaborato al progetto promuovendo alcuni corti come Al Peggio non c'è mai fine di R. Perruccio, Hurt Dogs di G. Lo Cascio, 1998 di L. Bonizzato, ed altre opere del gruppo Video & Archeos.
Taglia Corto rappresenta abbastanza bene il nostro ideale di "rassegna".
L'impressione, conoscendo il mondo delle manifestazioni legate al video indipendente, è che non siano tanto i festival ausiliari ai video, quanto i video ausiliari ai festival. Questo perché ogni manifestazione ha per prima necessità la preservazione e l'autogratificazione di sé e dei propri ideali.
Nel mondo del video manca proprio la presenza di "rassegne", e serate di proiezione costanti in luoghi precisi, la cui organizzazione sia semplice, non narcisistica, e pronta ad interessarsi ad opere ed autori dalle tendenze disparate. Quello che nel grande cinema è l'evento eccezionale e mondano (appunto i festival: Cannes, Venezia, ecc.), nel mondo del Video indipendente è la condizione ordinaria. Ogni manifestazione si presenta come eccezionale, e noi autori non riusciamo a fruire di una promozione stabile, di cui le opere siano le uniche protagoniste.
Anche per questi motivi la scena video indipendente non è omogenea ma è frammentaria, e per starci dentro bisogna essere un poco schizofrenici, bisogna rincorrere l'eccezionale. E ahimé, spesso facciamo di tutto per apparire eccezionali noi stessi, dimenticando forme d'espressione più sottili.
Giustifichiamo dunque la povertà dei mezzi di cui è dotata Taglia Corto, e incitiamo gli organizzatori a portare avanti il loro progetto.
Autori diversi come Lorenzo Petrognani, Valentina Bersiga, Alessio Della Valle, Stefano Chiodini, Francesco Piotti, hanno avuto la possibilità di presentare le loro opere ad un pubblico alternativo, e per degli attimi si è avuto l'impressione di essere nel momento e nel luogo giusto, dove esperienze sotterranee prendevano corpo ai nostri occhi.
In effetti le prime serate di taglia Corto, tempestate da video particolarmente poetici, hanno dato l'impressione di un discreto fermento romantico. Altre serate sono state poi dedicate a fiction e ad opere più leggere.
Ho potuto conoscere meglio un gruppo quali i Philosophical art of mental defence, protagonisti allo scorso Videominuto, e campioni assoluti d'impaginazione e di correzione cromo-fotografica.
Mi hanno colpito particolarmente altre esperienze fiction, quali Mille non più mille di Marcello Vai, prodotto a Bologna in 16mm. Al limite del trash, bene ha sintetizzato icone, ed altrettanto bene le ha poi decostruite.
Anche Valentina Bersiga con Purpureo, o Valentina Lari con Giochi d'ottobre, mi hanno stimolato all'introspezione. Ma sarebbe impossibile parlare di tutti gli autori proiettati...anche perché non sono stato sempre presente. È certo che, da questa rassegna, è emerso un piccolo ambiente di artisti fiorentini, in modi diversi legati al Video.
Firenze, città dalla psicologia inestricabile, sembra essere un luogo d'azione ideale per registi indipendenti nei fatti e nei pensieri, forse perché la città è ben distante dai grandi movimenti del cinema.
Quasi come per riscatto al torpore della città, gli autori possono intraprendere percorsi di ricerca individuali, ed è raro incorrere in fatti e persone che possano sviarli da essi. Cosa che avviene facilmente a Roma o Milano, dove si ha concretamente la possibilità di lavorare col cinema, ed entrare così in un giro di convenienze concrete. Invece no, a Firenze manca le strutture, regna spesso una secolare disillusione, e chi va avanti lo fa anzitutto perché ha una grande forza interiore, e qualcosa d'interessante da dire.
Il mondo dei piccoli artisti fiorentini, depurato dagli spauracchi delle "scuole di cinema" e dallo stereotipo del "pieraccionismo", ha una sua coscienza e coltiva artisti che potrebbero distinguersi per originalità e consapevolezza: Della Valle, Chiodini, Petrognani, Satie's fashion, Video & Archeos, Perruccio...
Lo scopo è comunque portare l'attenzione su fenomeni come questo, che definirei "cineforum underground", invitando chiunque ad intraprendere un'attività analoga nella sua città o paese. Nel nostro piccolo, cercheremo di sostenervi come possiamo, dalle nostre pagine, e con i video degli autori che si sono concessi a Drop_out, come abbiamo fatto per Taglia Corto.
contatti: marytakesatrip@hotmail.com