ROUND
Rimini, Cineteca Comunale 27-29.04.2001
Round è il tipico festival di video-indipendente, con tutti i pregi e le problematiche del caso. Alla Cineteca comunale di Rimini, il videomaker indipendente si sente a casa, e se a tratti proprio per questo soffre di una lieve apatia, per gran parte del tempo è invece affascinato dal buio della piccola sala, che ogni sera custodisce decine di storie e allucinazioni varie, trasmettendo quell'impressione di insondabilità caratterizzante la selva delle produzioni video attuali.
Round risolve serenamente il confronto con l'ambiente suddetto, riproponendo in apposite rubriche opere selezionate da altri festivals (Corto Imola, Poevisioni, Schermi Irregolari, V-Art), e dedicando ogni anno una monografia ad un autore o ad un gruppo (quest'anno Nuovo Cinema Fiorentino). Se così viene favorito l'interscambio tra le diverse iniziative legate al video, d'altro canto l'idea Round in sè appare piuttosto spersonalizzata. Round, in virtù di tante collaborazioni e di una organizzazione costante ma monotona, si fa ogni anno "automaticamente", e non possiamo non annotare una certa perdita d'entusiasmo. Quest'anno il pubblico in sala era davvero poco, anche nella serata finale. Dei tre autori premiati, nessuno era presente. E' un peccato che una manifestazione tanto meritevole nel riassumere i diversi fermenti del nostro ambiente, resti così poco frequentata. Forse gli organizzatori potrebbero fare qualcosa di più per rinnovare Round e riportare il pubblico e gli autori in sala. Ad esempio, rivedere l'immaginario (cataloghi e manifesti sono identici tutti gli anni), superare qualche limite tecnico (il proiettore della cineteca è piuttosto vecchio, la qualita audio non sempre è buona) e ricercare una maggiore interazione con la sala e con gli autori. Non potevamo, in quanto frequentatori di tante altre rassegne, non annotare questi fatti.
Tra i video presenti quest'anno ci ha colpito in modo particolare "Wanted" della già affermata Milla Moilanen (Finlandia), basato su materiali fotografici d'archivio di un istituto di ricerca genetica. Unendo film tradizionale ad elaborazioni anche tridimensionali, Wanted ci introduce e culla in una dimensione speculare ed intimistica, alternando immagini ritrattistiche in un contesto tonale di calcolato effetto. In particolare il dosaggio delle luci, filtranti incantate da fessure imprecisate al di fuori dello schermo, favorisce il sobrio recupero di quel filo sottile che ci riconduce alle reminiscenze più profonde. Talchè l'impressione è di assistere ad una "allucinazione fondamentale", sempre cangiante, e così tanto armoniosa nella sua circolarità. In altri momenti dall'iconografia più tipicamente videoartistica, parti del corpo (specie avambraccia e gambe) si organizzano in spirali ed altri percorsi, lasciando l'impressione che qualcuno o qualcosa, tramite il genio dell'autrice, stia "rimettendo a posto" i frammenti secondo un movimento ideale che sa anche di riposo trascendentale.
Round quest'anno ha dato dichiaratemente gran spazio alla videoarte, ed in diversi momenti si sono riscontrate queste atmosfere sofisticate. Sul finale di ogni serata gli spettatori più ostinati potevano fruire delle selezioni curate da Caterina Davinio di Poevisioni, e di quelle curate da Giovanni Coda, relative a V-art.
Di Poevisioni si apprezza l'assodato senso di ricerca, rivolto anzitutto all'incontro tra poesia e nuovi media, un aspetto "poco studiato e tutto da scoprire" specie in Italia. Sono presenti progetti come Akenaton (Francia), dedicato alle "zone di frontiera dell'arte contemporanea" e attivo anche su web, o Slovarevo (Russia); percorsi che accomunano musicisti, poeti, computerartisti. Dei tanti video presenti ricordiamo Op.1/Op.2 di Robin Dupuis (Canada): l'autore si interroga sulla materia propria del video, esplorando l'assenza/presenza di segnale elettronico, sulla linea di autori storici come Woody. Visions di Joanna Empain (sempre Canadese), tramite intrecci e sdoppiamenti delle stesse immagini delinea una loro iconica essenzialità. Presente anche, dalla serie videopoesie terminali (terminali perchè "scorrono sul 'terminal'...e perchè rappresentano una fase finale della dissoluzione del linguaggio poetico lineare"), Natura contro natura della stessa Caterina Davinio.
Tornando a Round, troviamo tanti video e di tutti i generi, dallo spassoso Mosquito di Valentino Bettini al nostalgico e poetico Tornare a casa di Nicola Martinelli. C'è anche l'onnipresente Bestia T di Michele Senesi, vincente allo scorso Festival del Cinema Trash di Torino, dove fu segnalato pure il qui presente Close Encounters di Michelangelo Visconti. Gli stessi video erano entrambi selezionati a Videokids, ed i rispettivi autori si confermano degli abitué delle rassegne di video indipendente. Nella sezione Corto Imola troviamo un altra conoscenza di genere trash, ovvero Gionata Zarantonello con il suo raggelante Alice dalle 4 alle 8.
Nonostante grossi problemi audio abbiamo apprezzato anche Petrificatum di Salvatore Vitiello, direttore artistico a Firenze dell'unica Scuola di Cinema italiana dichiaratamente "Indipendente". Il film è una sorta di omaggio a Dario Argento e alla tradizione del thriller italiano ..innaffiare alla radice ogni tanto fa bene, anche se in questo caso si è forse ricalcato eccessivamente il modello d'ispirazione. C'erano diversi altri lavori di autori fiorentini, a cui era dedicata anche la Monografia: Clemente Bicocchi, Federico Biondi, entrambi laureandi in Storia del Cinema a Firenze, e fautori di narrazioni di ottimo spessore, consigliato Il Rumore dei Cipressi. A Firenze c'è anche chi si muove al limite dell'esoterismo, al di fuori delle prospettive del mondo dello spettacolo, come Lorenzo Pecchioni qui presente con il suo enigmatico Pensionato.
Alcuni video sono apparsi in modi diversi piuttosto banali, come L'Orizzonte di Lorenzo Cicconi Massi, ennesima storia di una prostituta e della sua amica, o Come ti lascio di Stefano Troiano, ennesimo video della domenica a tematica sentimentale.
Annotiamo inoltre la presenza di Solo, soli di Federico Ferraresi, fiction ambientata nel 2005, vincerà di lì a poco il festival di Chianciano Terme.
Sinceramente non ci ricordiamo i nomi dei vincitori...sarà perchè come già abbiamo detto, nessuno dei tre era presente, e le targhette sono rimaste in mano agli organizzatori. Ma forse ha senso evitare di nominarli, visto che Round, pur rilasciando premi, si pone allo stesso tempo come festival non competitivo.
A quest'altr'anno, con tutti i nostri auguri.