Compagnia Motus : L'Ospite
(Tratto dal testo "Teorema" di PierPaolo Pasolini)
Volterra, luglio 2005

Ricerca, freschezza, tranquillità, sincerità. Pochi aggettivi per definire un lavoro, un lavoro intenso, specchio di un consolidato progetto di rinnovamento artistico. La contaminazione diventa un fluido continuo, che già dalle prime
immagini regala sensazioni degne di nuove dimensioni. La scenografia si muove regalando allo spettatore la diversa visione di uno stesso luogo. Interagendo con gli attori e con lo spazio teatrale stesso, i piani si intersecano regalando alla storia presa in esame un innovativo scorrere del tempo. Gli attori stessi si muovono attraverso questo nuovo spazio con la grazia e la naturalezza di immagini proiettate, sono dunque canali di comunicazione tra noi, e il loro contesto. Attori di bravura estrema che sanno calmare i loro impulsi d'ego (presenti troppo spesso negli attori contemporanei) per plasmare ed essere plasmati dalla fusione di video, tecnica teatrale e studio scenografico.
Una splendida Villagrossi impegnata ad unirsi con i paesaggi proiettati e far propri suoni, odori e colori di sensazioni spettrali, aggravati da contorsioni nervose di un corpo ben guidato. Attori che aspettano il giusto istante per
poter mostrare tutta la loro preparazione.
Lo spettacolo inizia con la voce stessa di coloro che si dichiarano personaggi attraverso un'ipotetica intervista video, che trasporta l'osservatore a piccole dosi dentro l'atmosfera descritta. Tra auto che si sollevano in aria, pedane modellabili, si aggiunge lo studio scenico del luogo prescelto, caratteristica della compagnia formata dallo
splendido duetto romagnolo Enrico Casagrande e Daniela Nicolò, che portano a mostrare finestre e colonne, strutture stesse del teatro ospite, come apparizioni magiche, e dimostrare lo studio di luci e riflessi che trasformano un teatro in nuova terra. In questo caso, parliamo del teatro Persio Flacco di Volterra che ha ospitato la compagnia al Volterrateatro 2005. Unico rammarico un pubblico che forse si aspettava clown e mascherine abitanti di molti lavori di altre compagnie presenti, e che ha regalato alla nuova interpretazione
di Pasolini un lungo e poco intenso applauso.
Per concludere possiamo dire che, finalmente, come non succede quasi mai in teatro, si sono visti molti
soldi spesi bene e che i soldi stessi se non accompagnati da un duro lavoro e genialità creativa non rendono oro qualcosa che non luccica.

Sam Faro

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