Bianco Valente + Mass
live audiovisual 15 giugno 2005 MuV, Pavoniere, Firenze

Bianco e Valente, artisti di rilievo della scena videoart italiana, sono qui coadiuvati da Mass e dai suoi commenti sonori.
Sia le immagini che i suoni colpiscono per l'essenzialità, e per l'assenza delle compromissioni tipiche del vj-set, in una manifestazione aperta genericamente all'elettronic-music-video.
Non vi è l'utilizzo di software per la manipolazione in tempo reale, ne' l'abuso di effetti e di icone d'immediata efficacia. Il video scorre, algido ed impersonale come in altre installazioni di Bianco Valente, e la visione corrisponde ad una sorta di percorso iniziatico attraverso situazioni svuotate di veri e propri soggetti, nelle quali gli spazi sono gli unici protagonisti, e le scenografie, sordo contenitore.
Così, quello che in Ocean avveniva per una chiesa sconsacrata, avviene ora per uno spazio campestre, e per altri ambienti attraversati da un ipotetico visitatore/spettatore.
Queste sorta di unità-di-vuoto, sembrano essere i cardini della ricerca di Bianco Valente. Ed è su di esse, colte come sorta di episodi pittografici, che agiscono gli unici interventi effettistici degli autori, consistenti in tint sulle dominanti rgb, e semplici effetti di distorsione ottica. Sul finale, dettagli organici immersi in un blu materico determinano una sorta di climax, che si slega in una tempesta sonora epilogante.
Si può dire che Bianco e Valente mantengono, nel contesto del vj-set, un approccio "da galleria d'arte", e cioè formalmente puro. Questo è, per quanto riguarda noi di Drop_out_exp, più che apprezzabile. La proiezione, sospesa tra gli alberi laterali del parco, risulta sinistra ed efficace, per chi ha voglia di sintonizzarsi sulle frequenze di un discorso visivo radicalmente semplice, più che minimalista o essenzialista.
Forse, nel declinarsi ad un'idea di percorso visivo, piuttosto che alla presentazione sintetica dei risultati di una ricerca finita (si pensi ai vecchi Unità minima di senso e Slowbrain), Bianco e Valente perdono qualcosa della loro aura di purezza contemporanea. Una volta compromessisi con una temporalità non più ciclica, ma lineare, potrebbero mostrare originali capacità di - come dire - intrattenimento ontologico.

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