ToHorror Film Festival
Quinta edizione, Torino 2004

Il ToHorror è un festival estremamente interessante, per più aspetti, e rappresenta una realtà pressoché unica per il tipo di approccio alla materia, che è molto trasversale, inquadrando al suo interno in realtà molto materiale di confine. Proprio quel genere di materiale che interessa noi di VideoPuntoZero. Per questo siamo contenti di una collaborazione attiva che dura da due anni e di un rapporto di amicizia con gli organizzatori che è cresciuto con il tempo. Un reportage di questo festival sarà quindi per forza parziale e soggettivo, è doveroso non nasconderlo.
Il ToHorror è articolato in sezioni: oltre a quelle dei lungometraggi e dei cortometraggi c'è una sezione speciale per l'animazione e una per i lavori sperimentali (Experimental & Mutation), che a mio avviso sono le più interessanti. C'è uno spazio dedicato ai documentari, ma chi spera (finalmente?) ad un festival di mondo shock sarà deluso. Si tratta di opere che trovano attinenza per i temi trattati e che quindi vanno dalla ricerca antropologica a quella criminologica e sociale. Detto questo il ToHorror presenta spesso anche opere decisamente estreme. Ci sono sezioni sulle sceneggiature e le colonne sonore e inoltre c'è uno spazio per varie monografiche. Non scendo nei dettagli del programma, ma idealmente mi sembra che la manifestazione si presenti con un carattere aperto, trasversale, capace di includere al suo interno più che un genere cinematografico una cultura intera, che rispecchia fedelmente aspetti della realtà che il bon ton impone d'ignorare, e che spesso non manca di profondità.
In due anni ho visto due lungometraggi in video davvero notevoli, emotivamente coinvolgenti, tecnicamente curatissimi, e con soggetti robusti, originali e molto dinamici alle spalle. I titoli sono La Casa Sfuggita, di Ivan Zuccon (2002) e Custodes Bestiae di Lorenzo Bianchini (2003), che non si giustificano solo per la determinazione e l'amore che saranno stati necessari per metterli insieme. Sono opere di ottimo livello di per sé, vergognosamente ignorati dalla distribuzione italiana. Questo indica quanto sia radicata in Italia una cultura cinematografica che ha avuto come maestro iniziatore Dario Argento. In Custodes Bestiae si entra in un trip mistico, esoterico, sul ritmo (lentissimo) di una indagine seria, severa, credibile. Custodes Bestiae mi ha fatto fare parecchi salti sulla sedia, è un film sinistro e cattivo, perverso, come perverso è La casa Sfuggita. In entrambi si entra in una dimensione di orrore senza scampo, in un labirinto senza uscita, dove alla morte violenta e improvvisa si è sostituita però una lenta e agonizzante tortura. Entrambi i film hanno location fantastiche. Nella Casa Sfuggita si sono fatti miracoli con un budget che nessun professionista avrebbe preso sul serio, in Custodes Bestiae i miracoli si sono fatti addirittura con il nulla. Non ho potuto non sorprendermi per la serietà con cui è stata scelta ogni location (ce ne sono moltissime) in Custodes Bestiae. Il regista ha detto chiaramente che solo per prendere accordi per l'utilizzo delle location avrebbe avuto bisogno di una persona. Inoltre ogni location è rappresentata benissimo, spremuta e valorizzata in ogni dettaglio. Sembrano film nati sulla spinta di una passione viscerale a esternare incubi e a proiettare l?inconscio, in modo aggressivo, senza mediazioni, e senza preoccuparsi del sangue sparso.
Lo spazio che le opere indipendenti trovano al ToHorror è piuttosto ampio, e questa è una cosa positiva, anche se la sezione cortometraggi è debole e puntualmente vinta da opere straniere (professionali). Questa quinta edizione ha ospitato anche diverse performance: si sono esibiti i Carmilla in una sorta di revival dark anni ?80, molto glamour e ben preparato; la compagnia teatrale Lontani dal Centro con due monologhi sui serial killer e Andi Rivieni, che ha mostrato al pubblico il suo tragavisore, una macchina per proiettare immagini spettrali utilizzata verso la fine del '700. Ma la performance più inquietante è stata quella dei due fondatori del Festival, che ancora fanno parte dell'organizzazione e che hanno aspettato la serata conclusiva delle premiazioni per presentare, in compagnia delle attrici protagoniste, una serie di loro opere. Nell'ordine: un trailer del sequel prossimo venturo de L'Anticristo di Alberto de Martino (non so se sia ufficiale, il regista lo ha dato per implicito e nessuno glielo ha chiesto); il trailer di un sequel o re-make di Kill Bill interpretato da un'attrice che assomiglia moltissimo a Uma Thurman (credo non ufficiale) e infine un cortometraggio di loro realizzazione, Pavor Nocturnus. Il catalogo recita che si tratta dell'ultimo parto straordinario di una fantasia malata.

Giovanni Polesello - VideoPuntoZero

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