Visionaria
Siena 17-21 ottobre '00

 

Siamo arrivati in tempo per l'ultima serata, e non l'abbiamo nemmeno vista tutta, ma egualmente vorrei spendere due parole per questo festival senese che ha raggiunto la nona edizione, festeggiando il 2000 con un catalogo di fattura pregiatissima. Visionaria promuove da sempre diverse categorie di lavori in video, dalla videoarte ("videolinguaggi") alla fiction ("finzioni ed oltre") dal comico e demenziale al documentario al cartone animato. La manifestazione si svolge principalmente in un grande salone di Santa Maria della Scala, luogo di prestigio storico ed artistico, e con notevole affluenza di pubblico da tutta Italia e non solo. L'incontro tra i nuovi media e l'antico testo illustrato dei freschi seicenteschi, rende fascino e impressione di continuità culturale. Ma questo incontro tra antico e attuale, è una caratteristica della psicologia della città, "protesa verso il raggiungimento di primati tecnologici d'avanguardia, ricca di grandi contenitori artistici di livello mondiale…" (dal Catalogo) ma al contempo pregna di un sentimento collettivo tipicamente medioevale.

Visionaria sta cercando un importante e difficile confronto con i festival europei; cioè, sono in concorso assieme autori italiani e stranieri. Questo confronto non risulta complicato esclusivamente sul piano dei mezzi e dell'organizzazione, ma lo si avverte anche sul piano del linguaggio, che, non solo per quanto riguarda la componente sperimentale della fiction, mostra spesso la leggerezza del bagaglio culturale di noi italiani, persino una certa approssimazione e ripetitività. È dunque grande pregio della manifestazione rendere la possibilità di un confronto, nel suo piccolo, come avviene magari già al Milano Film festival, o al Torino Giovani. Perché sarebbe stato facile continuare un festival nazionale rimuovendo automaticamente tutta una serie di dati di fatto sulle nostre arretratezze.

Tuttavia non si nasce e si vola, e quando penso a Visionaria penso ad un festival normale per eccellenza, con una serie di stereotipi che ritornano automaticamente. Stereotipi a volte controproducenti, magari perché frenano questa evoluzione internazionalista che gli stessi autori rincorrono. Come ad esempio la scelta di fare votare al pubblico (1) tra i due film finalisti della categoria più nota, Finzioni ed oltre, che ci ripiomba tra i vari "videando" o "concorto" assegnando la vittoria al video di casa… o come le solite lamentele degli organizzatori per la scarsa disponibilità di fondi, quando alzando gli occhi loro stessi potrebbero realizzare in quale lussuoso salone stanno svolgendo il loro festival, con quali disponibilità tecniche, e quale splendido catalogo grosso come un volume d'enciclopedia si permettono di regalare anche a pacchi di tre agli spettatori. Non potevo non dirlo perché io che, come si dice, "vengo dall'underground", ho visto ottime proiezioni organizzate in posti assurdi da ottimi autori senza una lira e senza fiatare nessuna lamentela.

Per il resto ho ricavato solo buone impressioni sulla manifestazione. I film proiettati l'ultima sera erano davvero coinvolgenti, sarebbe stato interessante seguire la dualità tra autori italiani e stranieri durante tutto l'arco della manifestazione.

In effetti, La Scoperta di Walter (di Paolo Genovese, Luca Miniero), che il pubblico ha premiato nel confronto con Schlafmann (di Nicolai Rodhe), è davvero un bel lavoro, onesto e piacevole, ma il secondo è persino un saggio ideale sull'uso della fotografia cinematografica, nonché sulla manipolazione della struttura della finzione, e su tutta quella gamma di associazioni che solo il cinema peculiarmente può realizzare. Scompone, deletteralizza, uccide e rievoca una presunta storia d'amore, con una semplicità fatale e cosmogonica.
Si sa che qui in Italia le scuole di cinema ben poco arrivano ad insegnarti, ad esempio, su un tale trattamento della luce, che bisogna andare a specializzarsi all'estero o entrare alla S. N. C. (la leggenda vuole). Si sa che è difficile pure prendere familiarità con lo scrivere sceneggiature tanto de-letterali, finché la situazione tipo cinematografica che ci viene insegnata e di cui fruiamo sono un uomo ed una donna campo controcampo (o spiati dall'alto...) che parlano e che stanno per lasciarsi.

Anche per quanto riguarda la categoria dei cartoni animati ha vinto un berlinese, Felix Gonnet con Bsss… E pure nei Videolinguaggi, l'opera vincitrice Symphonie pour un repast di Antony Fayada (Marsiglia) è un lavoro di grande semplicità ed efficacia, nel quale sono davvero le immagini ed i suoni a fare poesia, senza nessuna mediazione, senza nessun "testo illustrato" (come direbbe Greenaway) tipico invece di tanta videoarte. Posate e cibo cascano su di un tavolo ed i brevi tratti di clip ripetuti ritmicamente con un montaggio Media 100 ricreano una interessante situazione sonora. L'autore straniero ha anche un altro pregio: una volta salito sul palco sa scherzare con la platea. Ma personalmente vivo il suo prendersi gioco della situazione con una certa amarezza, forse eleggendola un po' troppo a simbolo.

In definitiva, per noi autori italiani sembra ci sia ancora molto da lavorare. Sul palco sembra sia salito anche Lauro Crociani, ma io ero già andato via. È salito per un premio al miglior soggetto, credo vestito a posta da contadino, che bischero… (2) Ma lui è totalmente estraneo all'internazionalità del festival, anzi il suo ambito culturale invece che da Siena al mondo va da Siena alla provincia, alla Val d'Orcia, e forse è meglio così. Forse chissà, guardando profondamente alle nostre radici e peculiarità, potremmo inventare una storia diversa senza continuare a lamentarci (io per primo!) di essere "rimasti indietro". Buon lavoro!

 

note

1) apprendo in un secondo momento che quello era dichiaratamente "il primo premio...assegnato dal pubblico" (vedi Catalogo) e che, per quanto questo metodo di assegnazione di un premio sia discutibile, lo stesso non aveva certo pretese di assolutezza.

2) nel senso bonaccione ed amichevole del termine; lo specifico perchè qualcuno ha frainteso.

 

contatti: www.visionariamedia.org

 

>Intervento di Mauro Tozzi (direttore artistico di Visionaria)

 

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