Corti a Firenze
25/27 ottobre 2002

Corti a Firenze è l'ennesimo tentativo di festival dedicato ai cortometraggi indipendenti in una città come Firenze, dove nessuna manifestazione si è sviluppata fino alla notorietà nazionale (a parte il Festival dei popoli e il vicino Videominuto, che però sono dedicate a tematiche più specifiche).
Si tratta di una prima edizione, di cui noi abbiamo seguito solo la prima sera, ma questo basta a farsi un'idea sullo spirito dell'evento, e adempiere così alla nostra funzione informativa (per quanto ultimamente, lo ammettiamo, la nostra frequentazione dei festival proceda a singhiozzi).
La manifestazione si svolge alla Sala S, struttura qualitativamente ottima, proprietà dei Salesiani, sotto il patrocinio del Cgs. Il presentatore ci illustra le motivazioni generali, e presenta tutte le opere una dopo l'altra, tornando ogni volta sul palco. Questo è molto utile, nonostante la solita scarsa affluenza di pubblico.
Sembra che l'intenzione di Corti a Firenze sia semplicemente quella di proiettare Cortometraggi di vario genere, e questo è proprio quello che manca in città. In effetti in palinsesto ci sono opere molto diverse tra loro, dal fantasy al documentario, dalla commedia alla quasi videoarte. Alcuni episodi sono addirittura bizzarri, come Echo di Fabio Salvati, un piccolo capolavoro di fantascienza minimalista, che ci piacerebbe rivedere e avere a portata di mano. La varietà e la particolarità delle visioni ci aggrada, e non vorremmo che questo carattere dipendesse semplicemente dalla scarsa affluenza di opere al festival, fatto tipico delle prime edizioni, e che obbliga gli organizzatori a proiettare tutto o quasi. Vedremo come evolverà la situazione il prossimo anno.
Inutile dire che anche a questo festival abbamo trovato un corto di Daniele Carrer (Vivere e morire a nordest), onnipresente nella manifestazioni di tutta Italia, e molto più efficace nella visione cinematografica piuttosto che in quella televisiva. In programma c'erano molte altre opere conosciute come La Madonna nel frigorifero di Susanna Nicchiarelli (già vista a Schermi Irregolari), Rapid eyes movement di Stefano Bertarelli, Pea di Valentina Bersiga. Non mancavano inoltre i "soliti fiorentini", Alessandro Riccio con Amore fa rima con, e Leonardo Settimelli con Hallanima, che una voce dà per prossimo trasmesso in Rai.
L'organizzazione ha curato un catalogo molto completo, e questo è importante per molti autori. Ha dedicato inoltre una selezione anche ad opere prodotte da scuole e istituti educativi.
In definitiva, l'impressione finale è più che positiva per una prima edizione. Speriamo che Corti a Firenze riesca a resistere, al contrario di altre manifestazioni fiorentine che non hanno retto il passaggio del tempo, o che sono diventate un po' troppo autoreferenziali.


contatti: cortiafirenze@virgilio.it
http://cortiafirenze.supereva.it

 

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