"Bettolle in…Musica e Immagine"
Bettolle (SI) 7- 8 Luglio 2000
Il festival di Bettolle festeggia quest'anno i suoi dieci anni di attività . Sono stati anni, credo, non privi di difficoltà per il suo direttore (economiche, burocratiche e pratiche). Lauro Crociani meriterebbe per questo una "menzione speciale": per aver nutrito e arricchito un videofestival di provincia fino a farlo diventare una "voce autorevole".
Le opinioni. Il dibattito, svoltosi nel pomeriggio di sabato 8 luglio, ha evidenziato quello che è ormai un dato di fatto: l'assoluta mancanza di spazi per i corti italiani al di fuori dei videoconcorsi. Il cinema non considera se non i diplomati della SNC e la televisione li manda in onda di notte, affidandosi alla solita agenzia, che distribuisce i corti dietro lauto compenso. L'unica zona franca rimane Internet. Sicuramente una fruizione inadeguata e insufficiente. Per ovviare a tutto ciò, è nato l'intento di collaborazione fra alcuni videoconcorsi, emerso durante la tavola rotonda del Festival di Lucca e ribadito qui a Bettolle da L. Fontecchia (Festival di Ferentino), si è parlato di arricchire reciprocamente le videorassegne con scambi di cortometraggi, di promuovere opere ed autori che meritano, ma che non possono essere presenti quanto vorrebbero (vedi tasse d'iscrizione), di creare un sito comune per divulgare il maggior numero di corti. Resterà un'utopia o diventerà realtà? Gli organizzatori riusciranno a mettere da parte la competizione ricordandosi di essere prima di tutto autori, quindi appassionati di cinema e cultori dell'immagine? Vedremo.
Le opere. Nonostante si parli già di crisi del corto italiano, di tecnica scadente e poca originalità, di mancanza di idee e di soggetti mutuati dal Cinema, segnaliamo: Il surreale "Mi va di cantare"(1° premio tema libero), ben curato nella fotografia e (cosa ancora più rara) nella recitazione. Il cinismo istituzionalizzato nello spot pubblicitario del "Depress One" (2°premio tema comico). Il grottesco "Mai" (1°premio sez. riversamento da pellicola), che oltre alla sorpresa finale, ci fa respirare una bella aria di Cinema grazie ai suoi movimenti di macchina. Il montaggio serrato e pieno di ritmo de "La profezia" (2°premio sez. riversamento da pellicola).
Cecilia Muzzi