ATOM TV BROADCAST video-jokey session
1 settembre '00 Fringe Festival Firenze
Di ottimo impatto questa installazione e performace al Fringe festival: sul palco i musicisti (Suite inc/suite que), sopra le loro teste un maxischermo con proiettate immagini miscelate da loro, i v - j, seduti ad un bancone sul fronte opposto, con alle spalle un vero e proprio centro operativo. Decine di driver riproducono loop, animazioni varie ed i v - j mixano. Raramente a Firenze si è avuto occasione di assistere alla ricreazione in diretta di un autentico habitat cyber multimediale, nel quale non manca praticamente niente salvo forse un pubblico più numeroso o preparato… La Stazione Leopolda, uno degli epicentri della mondanità modaiola fiorentina, è ben arredata e con un certo gusto per la minimalità: poche e centrate videoproiezioni, meno opere ma buone, diversa è l'impressione rispetto al carnevale che c'è stato alla Leopolda per Fabbrica Europa - anche se quest'altra rassegna ospitava ben altri nomi.
La Atom Broadcast Tv dalla sua postazione opera un vero e proprio bersagliamento ipnagogico subliminale, con l'interazione di diverse affermazioni visuali su uno sfondo mai appacificato, sempre brulicante di forme geometriche scroscianti. L'impressione è di una convulsione postuma da decenni di ideologie imposte e spersonalizzazione del singolo individuo, assunta a paradigma estetico e rovesciata sul pubblico con la scusa della multimedialità. Fumetti distorti, ombre umane riprodotte in serie illimitata, apparizioni subliminali impossibili da causalizzarsi ma soprattutto tante icone testimonianti diverse ideologie = imput, ed un azzeccata e coerente scelta delle crominanze.
Eredi di quella tradizione underground che passa per i videoclip dei Clock DVA, per i cut - up burroghsiani, ma eludendo qualsiasi accenno facile alla violenza fisiologica tipica sempre delle stesse correnti estetiche, gli Atom danno un saggio impeccabile e mostrano qual è l'evoluzione concettuale della manipolazione videoartistica a cui più dobbiamo riferire oggi, in seno all'individuazione di una sua possibile attualità. Lo fanno con classe, senza l'ossessione della originalità e in definitiva, senza nemmeno l'ossessione per l'underground. Rendono inoltre l'atto di manipolare immagini video ad una sua emozionalità (e - motion), una frenesia senso-motoria creatrice, quando invece il dilagare dell'onnipotente montaggio digitale ha anchilosato le gambe e l'istinto alla maggioranza dei cutter man. Anche se non sarà semplice continuare a proporre works di questo genere, vista la distanza del pubblico ed i continui fraintendimenti, installazioni come questa hanno il pregio di dare un senso persino storico alle manipolazioni video attuali.