![]()
Metamorphosis
di Alessandra Celletti (2003, 10')Stavolta posso permettermi di non dilungarmi troppo nelle interpretazioni, perché questo lavoro della Celletti colpisce per l'essenzialità dei rapporti e per la dinamica ciclica di questi, sintetizzando un senso originale e intransizionale.
L'autrice sfrutta alcune immagini del documentario Microcosmos e dedica le composizioni a Philiph Glass. Senz'altro, un lavoro del genere funziona come installazione, come sfondo video da passare in loop o come allestimento per una mostra d'arte.
Metamorphosis riesce nel tentativo complesso di rendere in modo semplice l'essenza della vitalità dell'immagine. Lo fa con pochi tagli, che si ripetono accompagnati da una musica secca, acida, attorno all'immagine-azione di un uccello che, avanzando di un passo, pesta delle formiche. Questo evento, riproposto in loop infinite volte, evoca la ripetitività ciclica degli eventi. L'autrice conferisce così all'azione del soggetto valenza mastodontica, più grande di qualsiasi significato attribuibile.
Ma l'immagine "protagonista" del video, autentica ispiratrice di questa ricerca, è probabilmente quella di una cretta nella terra, che appare periodicamente, filtrata in negativo, interrompendo il flusso del loop. Qui, l'affetto dell'autrice per la profondità dell'immagine, si manifesta in un lieve zoom ad entrare.
Il senso di questo suggerimento letterale, l'evocazione di una stratificazione epocale degli eventi, trova corrispondenza nel montaggio e nella sua temporalità, incentrata sulla ripetizione dinamica del passo dell'uccello.
Una sublimazione temporale della profondita stessa del'immagine-azione, della stratificazione di intenzioni che ne è fondamento.
Così la Celletti riesce nel tentativo catartico di "aprire" quell'immagine simbolica e declinarla al tempo, creando una forte analogia di senso tra montaggio e immagini.
Un viraggio del colore di tutte le immagini su toni rossastri-marroni rende il tutto ancora più massiccio e coerente, e anche la musica, ritmata ma mai eccessivamente caricata negli arrangiamenti, rende l'idea di quella stessa essenzialità.
![]()