La ricreazione
di Emiliano Cribari
Le Cose che so di me, 2005

Cecchi Gori Homevideo


Questo film corrisponde ad uno dei primi esperimenti di light digital fiction italiane presentate su Home Video. Emiliano Cribari ed il suo staff, forti di un prodotto realizzato con buona precisione tecnica e ben bilanciato artisticamente, hanno ottenuto una distribuzione firmata Cecchi Gori Home Video.
La Ricreazione riassume l'immaginario liceale con una struttura episodica, il cui filo conduttore è la poetica di fondo, moderata, sognante e quasi sempre ispirata ad una base letteraria (Emiliano è anzitutto scrittore).
Del film ci ha colpito la grande professionalità dimostrata dall'intero staff. Ragazzi dotati di mezzi professionali ma non sempre broadcast, hanno realizzato una fiction ricca di ottimi movimenti di macchina, di buona sonorizzazione, nonché di una fotografia chiara e puntuale. Ne consegue ancora una volta l'esclamazione: "si può fare!". Certo. Si può fare una fiction senza avere alle spalle chissà quale produzione e troupe. Il tratto distintivo, probabilmente sta nel metodo: e questi ragazzi sembrano averlo.
Che questo metodo non compaia quasi mai in produzioni artisticamente più estrose, è un dato sul quale invitiamo a ragionare i lettori di Doe (cioè, in sostanza, alcuni autori stessi).
Tornando alla produzione de La Ricreazione, significativo è il fatto che il film sia girato in PAL e che Cribari , in questo periodo, stia producendo un ulteriore lungometraggio nello stesso standard. Senza optare, insomma, per le numerose soluzioni Hdv ed Hd. Dunque: chi produce davvero, chi vive i set quotidianamente, chi lavora realmente con il video, ha bisogno di garanzie che l'Hd non può evidentemente assicurare, se non nel caso di eccezionali configurazioni tecnologiche. Ancora, forse, è presto per assecondare i numerosi slogan che appaiono nelle prime pagine delle colorate riviste di videotecnica.
Altra cosa significativa che ci teniamo ad annotare, è come gli autori abbiano ottenuto la distribuzione di Cecchi Gori. Sembra che, semplicemente, siano andati a presentare il film alla Casa di distribuzione, ricevendo immediatamente una proposta di contratto. Semplice, ma non scontato.
Chi è riuscito a fare buone cose ad un ottimo livello, ci ha raccontato spesso storie del genere: "siamo andati a chiedere, e ci è stato dato". Ne prendano atto certi geni irrimediabilmente incompresi.
Ci piacerebbe approfondire altri aspetti produttivi con l'autore stesso in un intervista, magari dopo aver visto il suo nuovo film, che attendiamo con curiosità.

Berny Tavanti


 


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