
Acido Lucido
Vivere e morire a Nordest
di Daniele Carrer, 2001
Daniele Carrer, vecchio frequentatore dei nostri siti, continua a sfornare cortometraggi con gran continuità e con evidente foga creativa. Abbiamo deciso di recensire queste due opere nello stesso testo perchè ci sembra non aggiungano molto ai passati titoli dell'autore. Improntate sullo stesso acuminoso senso diarico, e su un'idea di testo-illustrato che le rende irriconducibili sia al mondo della ricerca sui videolinguaggi sia a quello delle finzioni narrative, Acido Lucido (Il Mio mondo personale II) e Vivere e morire a nordest portano avanti l'interrogazione sul disagio esistenziale di questo ragazzo veneto. In particolare nel secondo titolo, Daniele si schiera violentemente contro la concezione di iper-lavoro tipica delle sue terre (Nordest), ma attenzione: nelle sue invettive, oggi come ieri, l'autore non dà mai una soluzione a questo stato di cose, bensì si limita a viverlo, con sfacciatezza ed amore per la verità ultima, con odio da bambino (di quelli che riscaldano) e con acuto opportunismo, perchè in definitiva Carrer, oltre a far parte di questo mondo, comunque sia è uno che dove può succhia, senza guardare in faccia a nessuno. Mi sembra, in definitiva, che questa sua produzione ormai pluriennale di corti corrisponda non solo alla stessa paranoia creativa che attanaglia tanti ragazzi ed uomini veneti nel senso dell'iper-lavoro, ma abbia addirittura le fattezze stesse di un piano di marketing: ogni cortometraggio è impaccato in una custodia con copertina di ottima grafica, e viene spedito sistematicamente a tutti i festival possibili immaginabili, senza distinzioni etiche, ma semplicemente la' dove è offerta la possibilità anche lontanissima di emergere. Ecco che possiamo trovarlo a Visionaria, ai Laghi di Marte, a Lucca, e ovunque andiamo. Ma anche negli archivi delle case di distribuzione e in quelli delle riviste. Annesso questo fatto, il personaggio - Carrer risulta ancora più nitido: l'autore pone al centro del suo lavoro la sua affermazione personale, e non ha interessi particolari per il linguaggio, ne' per raccontare, o almeno queste cose vengono in secondo piano. Ciò, è esattamente quello che traspare dalle sue opere, è detto, è fatto, e dunque possiamo riconoscere a Daniele una rara capacità di realizzazione, visto che nella stragrande maggioranza dei casi i proprositi degli artisti indipendenti si fermano alle parole. Senza contare che pulsioni simili, presenti in modo compromettente nella maggior parte degli artisti partecipanti a festivals, vengono generalmente nascoste sotto una coltre di buonismo, impegno sociale e di vario genere. A Carrer va il merito di non prendere per il culo nessuno, risultando persona assai più onesta di quel che ci vuol far passare coi suoi acuminosi video.
Detto questo, c'è comunque da appuntare una certa ricerca sul linguaggio, per lo meno in Acido Lucido, ovvero Il Mio mondo personale II, seconda parte del corto che ha vinto Videokids di Udine ed Officine Italia di Ferrara. Un testo sovraimpresso alle solite immagini di folla, già usate per In un mondo che, scorre lentamente, dal basso verso l'alto. I caratteri sono minuti ma leggiamo la composizione. Nel frattempo musica e immagini coadiuvano l'esperimento, che mi sembra abbastanza riuscito indipendentemente dai contenuti del testo. L'operazione materializza la possibilità di creare con il montaggio, indipendentemente dalle disponibilità di riprese inedite; conferma un certo coraggio, e gratifica l'idea di "fare video" portata alle sue conseguenze specifiche.
Vivere e Morire a Nordest è invece il lavoro meglio prodotto dal punto di vista tecnico, con un ordinato montaggio verticale caratterizzato da diversi picture-in-picture, e da una discreta drammaturgia nel parallelismo tra le parole ed il ritmo di montaggio. Tuttavia, rispetto a passate opere più coraggiose come Il Mio mondo personale II o In un mondo che, si arretra ad una visibilità quasi televisiva, tralasciando il lavoro sulla creazione di un linguaggio inedito personale.
Il consiglio che vorremmo dare a Daniele è di raccogliere i suoi video degli ultimi anni in una bella compilation, fare ancora una volta una splendida copertina, annotare tutte le collaborazioni ed i ringraziamenti del caso e dichiarare conchiuso un periodo del suo percorso artistico. Provare, insomma, a confrontarsi con qualche cosa di diverso. Ma sono convinto che l'autore non aveva bisogno del nostro consiglio per capacitasi di ciò! Noi intanto continueremo a promuovere i suoi video e mostrarli nelle serate di proiezione che a volte organizziamo, e come esempi di creazione specificamente video, nel caso di lezioni e consulenze.