
Le Entrate morte
di Deca (1997 50')
regia, soggetto, montaggio, musiche di Deca - con Ellisga von Luge, Varinka X-Ray)
Una ragazza immersa in una routine congelata: si alza, si fa la doccia, si veste, fa colazione, esce per andare a lavoro. Attorno a lei sembra esserci il nulla, l'esistenza di questo personaggio, nonostante la sua apparente prosaicità, non ha nessuna connotazione tangibile. Alla sua routine riproposta ossessivamente si alternano fasi oniriche più o meno laceranti, caratterizzate spesso da una violenza masochistica di cui non si comprende il significato. Il video culmina con una lunga sessione titolata Body Requiem in cui immagini inintelligibili sfumano una dentro l'altra.
Realizzato da un musicista che ha esordito nella produzione video per realizzare clip dei suoi stessi brani, Le Entrate Morte è forse per ora il lavoro più significativo di Deca.Incentrato sul corpo e sulla vivibilità di esso, si sforza di rappresentare il corpo nelle dimensioni che presubilmente angustiano il regista: dimensioni legate al dolore, all'erotismo, alla futilità delle funzioni fisiologiche ("Mangiare, che cosa inutile"), al peso dell'esistenza materiale, che non riesce a darsi spiegazioni e nemmeno a trovare piacere o pace. Nella sua sconfinata negatività il video di Deca acquisisce un'atmosfera ospedaliera, di tipo chirurgico. Il corpo stesso delle due attrici che interpretano il personaggio femminile (l'unico ad essere in scena) viene spezzettato in dettagli e mai presentato a figura intera. Vediamo gambe, mani, labbra, occhi, schiena, eccetera, ma la somma di tutti questi dettagli c'impedisce di ricostruire un corpo familiare, un viso riconoscibile, insomma una persona con una precisa identità. Il dettaglio, che è avvicinamento, nel video di Deca diventa smembramento e alienazione. L'unica valenza vitale e positiva, che è quella erotica e sessuale, perde così di forza, si depotenzia nella frammentazione dei dettagli o negli insistenti fuori fuoco. Difficile dire se si tratti di una scelta cosciente o legata al timore di rappresentare fino in fondo.
Il fuori fuoco pare essere una scelta estetica, ma le immagini, a mio parere, mancano di profondità e di volume, si appiattiscono sullo schermo rendendo ostico un alto livello d'attenzione. Detto questo è lodevole la coerenza nell'assunzione di un progetto non facile, indigesto, che potrebbe scontentare chi ricerca emozioni spicciole nel gore o nella violenza perpretata ai corpi d'inermi fanciulle. Deca ha avvolto in un'atmosfera ipotermica il ritratto di una coscienza afflitta da sinistre patologie, la cui rappresentazione, al di là degli estetismi, desta sicuramente malessere e inquietudine. La musica che accompagna il video non sempre, a mio avviso, è al massimo delle possibilità di Deca musicista, ma non si possono scorporare le immagini dalla colonna sonora senza smarrire completamente l'identità dell'insieme. Insomma si tratta di un lavoro notevole.
Giovanni Polesello
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