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Demons & Marvels
di Elisabeth Frolet (2002, 6')
L'indefinitezza, l'assenza di schemi rigidi e di regole trovano nel sogno la loro massima espressione.
Nel suo video Elizabeth Frolet traghetta lo spettatore dentro il sogno di una donna, alla scoperta di esperienze, spazi, dimensioni di una quotidianità altra e distante da quella "diurna", ma non per questo meno reale.
Lo sguardo della donna si fonde insieme ad una moltitudine di altri sguardi che affrontano i propri demoni interiori in una sede di confine tra realtà e immaginazione, tra vita e morte, fascino e orrore, bellezza e mostruosità. Immagini in dissolvenza mostrano raffigurati sotto la forma di pipistrelli, serpenti, animali acquatici, serpenti, i demoni, i quali si fondono con immagini solo in apparenza più rassicuranti come le nuvole, le bambole, i fiori: le meraviglie.
Da questo confronto, apparentemente antitetico, Elizabeth Frolet mostra una visione della vita attraverso una rappresentazione della dimensione onirica integrante la realtà "cosciente", in cui i confini tra bene e male, tra demoni e meraviglie non sono mai netti ma bensì fusi tra di loro in ogni contesto, in ogni essere vivente, in ogni cosa. Lo spostamento dello sguardo, la prospettiva di osservazione, i pregiudizi, fanno sì che tali aspetti prevalgono su altri, in un gioco di luci ed ombre e di inversione cromatiche, ma ogni caratteristica implica la presenza di un suo contrario senza il quale non sarebbe possibile la stessa esistenza.
Con l'aiuto di J. C. Andrault autore delle inquietanti composizioni demoniache, Elizabeth Frolet realizza un lavoro concettualmente interessante, nel quale emerge però una certa prolissità solo in parte alleviata da una notevole colonna sonora realizzata da Alessandra Celletti.
L'uso delle dissolvenze e degli effetti di colorazione sembra automatico, come dettato da una necessità infantile. Questi giochi di colori e forme, da un lato incarnano bene lo spirito della "meraviglia", ma tradiscono una mancanza di ricerca sul montaggio e sulla struttura dell'opera. L'invito da parte nostra è continuare a trattare gli stessi temi sfruttando con più precisione gli strumenti espressivi.Mike Marchionni
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