
Cara Sorella
di Giovanni Polesello (Videokumite 1997, 36')
Dopo 15 anni in un ospedale psichiatrico, la vita può insegnare che per rimettere insieme i colori, facciata per facciata, di un cubo magico non è necessario seguire i percorsi lineari di un'esistenza fatta di momenti e spazi facili. Basta che inizino i tempi duri, forse i tempi veri, e quelli vengono da soli, sfuggono alla logica di qualsiasi previsione, pur nella loro ineluttabile ordinarietà. Sono proprio quei tempi e le modalità del loro avvenire che ci sorprendono e paiono trovarci impreparati, ma è esattamente con quelli che il cerchio torna a chiudersi e forse a quadrare.
Marco (Giovanni Polesello) è libero. Dopo 15 anni, appunto, un attestato medico lo certifica. Ma per sentirsi realmente tale, ancora gli manca qualcosa, forse rinfrancarsi dall'ossessione di una sorella amata e sognata perché mai vissuta: Monica (Alessandra Gavazza). Libero, da lei torna. Libero, a lei chiede una famiglia. Ma è veramente guarito?
"Fidati, Monica, fidati, fidati, fidati. Bang. Bang. Bang!" Dopo un prologo, tutto scritto e letto su un primissimo piano della sorella, così inizia la storia che Giovanni Polesello ci racconta. Sceglie di farlo in sei blocchi narrativi, l'ultimo dei quali articolato in vari sottoepisodi che ben disegnano non il travaglio, ma proprio il risultato dei diversi passaggi che portano alla risoluzione del gioco.
E' un cubo magico la vita? O, meglio, è quando tutte le sue facce hanno finalmente lo stesso colore che le cose cominciano a funzionare? Il racconto si serve di cinque personaggi principali. A ciascuno corrisponde un colore, una faccia del cubo, qualcuna già predisposta, qualcuna un po' più complessa da sistemare. Alla fine, a ognuno la sua vita, che è quella che in fondo più gli assomiglia. Rimane scoperta una faccia, la sesta, non sappiamo quale ma forse sì. Lo scopriremo più avanti. L'ingranaggio comincia, si diceva, con l'irruzione di Marco nella vita di Monica, fatta di un lavoro oneroso e generoso e di amici-colleghi per i quali è in corso una festa. Marco combina pasticci, ma non sembra rendersene conto. Monica non lo vuole più.
Marco ha due amici, Gino (maniaco sessuale) e Troglodita (muto in seguito a lobotomia). I tre sono intimamente onesti, ma vivono di espedienti, o quasi: rubano una porta e riescono a venderla, ma i soldi, molti, li regalano poi a Monica.
Marco, dopo l'affare, torna a trovare Monica, una sera, con i suoi compagni, e la sorprende in casa con un fidanzato poco virile. Sarà Monica ad uscire di casa alla fine della serata abbandonando tutti quanti, con la sua futura vita tutta in una valigia. E' ora che Marco è definitivamente libero? Si diceva sopra dell'incognita della sesta faccia, che, perché no, parrebbe corrispondere allo stesso Marco che è diavolo e santo, che diventa personaggio propulsore della catastrofe apparente ma poi della salvezza, della risoluzione, e resta il più inconcluso fino alla fine.
E' convincente Giovanni Polesello nei panni del fratello che si cimenta in veri e propri pezzi di bravura che sembrano raccogliere suggestioni di cose già viste e di attori già visti e di personaggi già interpretati, ma senza perdere di verginità. E bravi sono i suoi compagni. Ci sono lunghe inquadrature e disinvolti piani sequenza che lasciano spazio all'improvvisazione. Non è poco riuscire a integrare il divertimento, evidente, di certe affiatate complicità tra il gruppo, alla serietà e, a tratti, seriosità, di ciò che viene raccontato. Onore e merito alla costruzione e alla combinazione di ingredienti che premiano un trasparente lavoro di squadra.
Parrebbe l'inizio di una lettera, Cara sorella, e una lettera in effetti esiste nel film. Suona invece come una dichiarazione d'amore, un avvertimento, una violenza necessaria, da parte di un fratello che non si capirà mai quanto consapevolmente o no agisca.
E' interessante l'operazione del regista torinese che mira a scardinare l'ovvietà del racconto con la prevedibilità della vita che racconta, riuscendo così ad ottenere con naturalezza e un buon utilizzo dei mezzi a sua disposizione risultati che avrebbero tentato altri autori a operazioni più complicate e apparentemente più criptiche da interpretare.Giovanni Polesello via indipendenza 52 10046 Poirino (To) grendizerz@libero.it
Patrizia Patelli